Bologna, 17 luglio 2017 – Meno noto delle polveri sottili, altrettanto pericoloso. E' l’inquinamento da ozono troposferico, che colpisce principalmente nei periodi caldi. Legambiente lancia l’allarme per l’Emilia-Romagna, dove “sono già 21 le stazioni di monitoraggio che hanno superato il limite dei 25 sforamenti di 120 microgrammi per metro cubo".

Ma di cosa si tratta? “L’ozono nella stratosfera svolge un’importantissima funzione protettiva per la salute umana – precisa Legambiente -, fornendo uno schermo in grado di filtrare i raggi ultravioletti, ma alte concentrazioni di questo gas nella troposfera, lo stato sovrastante la superficie terrestre, risultano nocive per l’uomo oltre che per gli equilibri degli ecosistemi”. “L’esposizione a questo inquinante – prosegue la nota di Legambiente – anche a basse concentrazioni causa problemi ai tessuti dell’apparato respiratorio, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare, aggravando anche asma e altre patologie respiratorie nei soggetti più a rischio”.

La colpa è del traffico e delle attività industriali. Per questo l’associazione ambientalista chiede politiche di moderazione anche in estate. In Emilia-Romagna il limite dei 25 sforamenti è stato superato in tutte le province, in particolare nel Modenese (Mirandola 48, Modena 39, Sassuolo 36) e nel Reggiano (Castellarano 40, Guastalla 40, Reggio 31). Qui sotto la tabella con tutti i dati.