Bologna, 16 dicembre 2017- La certezza della vigilia, tutt’altro che rassicurante per il Bologna di Roberto Donadoni, è che Rodrigo Palacio contro la Juventus non ci sarà: “A parte Palacio, e Avenatti che sta rientrando piano piano in squadra - si consola l’allenatore bergamasco - gli altri sono tutti a posto”. E così nell’undici titolare di domenica pomeriggio al Dall’Ara potrebbe rientrare Ibrahima Mbaye, recuperato dal fastidio muscolare, che resta però in ballottaggio con Torosidis e Masina per le due maglie da esterno di difesa al fianco di Helander e Gonzalez.

Una lotta a tre che non ci sarà invece a centrocampo dove Andrea Poli torna dalla giornata di squalifica e andrà a ricomporre il trio con Godfred Donsah ed Erick Pulgar, quello che finora ha dato più garanzie: “Andrea - dice Donadoni riferendosi all’ex milanista -, per caratteristiche, sarebbe stato utile alla causa domenica scorsa. I giocatori che hanno più esperienza e qualità sono quelli che si sanno mettere a disposizione della squadra non quelli che si ergono a risolutori”.

Al posto di Palacio, in attacco con Verdi e Destro, giocherà uno tra Ladislav Krejcí e Orji Okwonkwo: “Ci sono possibilità tattiche diverse - dichiara Donadoni tenendo nascoste le sue intenzioni -, ma dal punto di vista del ruolo le alternative sono loro due”. L’esterno nigeriano vero Re Mida di questo inizio di stagione con tre gol pesantissimi all’attivo, non è ancora mai partito dal primo minuto: “Sta crescendo con continuità - spiega Donadoni - e prima o poi arriverà il suo momento di partire da titolare”.

Quello ceco invece sta attraversando un momento difficile: “Non gli è successo niente - afferma il tecnico rossoblù -, ma ci sono anche i compagni. Se gioca uno, non vuol dire che l’altro sia diventato meno bravo. Io mi auguro che torni titolare più forte di prima e che poi Di Francesco gli renda la vita difficile”. Al di là degli interpreti Roberto Donadoni chiede ai suoi il giusto atteggiamento contro i bianconeri di Allegri: “Dobbiamo fare qualcosa in più rispetto a Milano. Dobbiamo usare la rabbia accumulata per la sconfitta per fare quella differenza che non siamo riusciti a fare. Chiunque giochi deve essere propositivo, non limitarsi a difendere e deve scendere in campo con determinazione e convinzione. Mi aspetto una prestazione non solo per limitarli”.

“Io personalmente - aggiunge Donadoni - sono molto stimolato quando affronto queste partite. Di fronte avremo una grande squadra; basta pensare ad un’ipotesi di formazione e vedere chi rimane in panchina per accorgersene. Il loro valore è riconosciuto, ma non devi farti intimorire, perché sono esseri umani come noi, atleti come noi e dobbiamo giocare con il gusto di attaccarli”.