Bologna 16 dicembre 2017 – Cancellare la sfida con Cantù e cercare di rilanciare con un successo la propria classifica lasciandosi alle spalle il momento negativo. Domani alle 12, la Virtus Segafredo ospita al PalaDozza la Fiat Torino. A due settimane dalla sfida, vinta, con Cremona, Ndoja e compagni saranno di nuovo protagonisti della sfida all’ora di pranzo della serie A. Confronto difficile quello con Torino, squadra infatti che sta confermando le proprie ambizioni di alta classifica, ma da vincere per rimanere ancora in corsa per la Final Eight di Coppa Italia e per lasciarsi alle spalle il momento negativo.

“La Fiat Torino è una squadra molto forte, atletica e profonda, ha talento tecnico e fisico, che arriva anche da una panchina lunga ed esperta – conferma Alessandro Ramagli - Dunque ne uscirà una partita complessa, in fon do a una settimana delicata dalla quale, tuttavia, ho tratto conclusioni eccellenti. Ci siamo scossi da un certo nervosismo che ci aveva preso immediatamente dopo la partita con Cantù, e ne sono usciti giorni di allenamento intenso e ben fatto”.

Un Ramagli tranquillo e che ha fiducia nel percorso di avvicinamento della squadra, in una settimana delicata e che visto la proprietà far sentire, forte e chiara la sua voce.

“L’intervento della proprietà, in settimana, è stato importante. Se chi ha il controllo anche finanziario di un club decide di intervenire, vuol dire che c’è bisogno di farlo. E questo ci responsabilizza ulteriormente. Dobbiamo riuscire a giocare con la testa sgombra, leggera, senza troppi pensieri. Ci occorre serenità, come ci ha ricordato la società. Il nostro è un mestiere meraviglioso, ma la serenità è alla base di tutto, soprattutto quando qualcosa non è andato come ci aspettavamo. Lavoriamo bene, ma evidentemente qualcosa ci blocca in partita e questo blocco dobbiamo riuscire a farlo sparire”.

Con Torino potrebbe essere la sfida spartiacque per il futuro di Ramagli e della sua Virtus. “Non so se si possa parlare di partita-chiave. Per me lo era quella di Cremona, poi a Cantù abbiamo giocato la partita peggiore della stagione. Non abbiamo avuto continuità. Se non è una partita-chiave, dobbiamo comunque dare una risposta positiva dopo quanto si è visto contro Cantù”.

Sulla sua posizione, il tecnico livornese conferma. “Il mio stato d’animo? Faccio questo mestiere da trentasei anni, so come funziona, so che l’allenatore può finire al centro delle attenzioni. Le parole della società sono state significative”.