Cesena, 2 ottobre 2017 - "Eccolo" La prima voce è di un fotografo, che tiene lo sguardo fisso tra le lenti del suo super teleobiettivo e che da laggiù, sulla curva di viale Mazzoni, cattura la sagoma della Papa Mobile. E’ un attimo, la voce serpeggia e si diffonde dilagando tra tutti i presenti in infreddolita attesa sul ciottolato di piazza del Popolo. Ora papa Bergoglio è anche sui maxischermi e le parole non sono più voci, ma grida. "Evviva il papa", urla uno accendendo la miccia dell’applauso scrosciante.

C’è chi si commuove e mentre cerca di intercettare lo sguardo del pontefice, si ritrova con gli occhi lucidi. Come Rita Rossi, che è arrivata in piazza alle tre di notte pur di essere sicura di non perdersi l’evento. «Davanti a me c’era la persona che rappresenta Gesù sulla terra. E’ l’incontro più grandioso che si possa fare. Se mi sono commossa? E’ naturale, credo che tutta la piazza l’abbia fatto».

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Sulla stessa falsariga c’è Luisa Cantone, originaria di Caserta, ma da anni cesenate d’adozione: «E’ stata una faticaccia ma ne è valsa abbondantemente la pena. Francesco è un papa straordinario, che sa trasmettere emozioni uniche, in grado di toccare il cuore. Avevo saputo della sua visita da tempo e ho passato molti giorni a pianificare nel dettaglio l’organizzazione di queste ore. L’ultimo ‘piano di battaglia’ l’ho fatto ieri sera, poco prima di partire per piazza del Popolo. E’ vero, non è comodo, ma è meraviglioso».

Silvia Bertozzi invece non vede solo lati positivi: «Le parole del papa toccano il cuore e poterlo vedere da vicino è un onore. Trovo encomiabile il suo desiderio di privilegiare gli ultimi, le persone malate e quelle maggiormente in difficoltà e sono contenta che ad esse siano riservati momenti speciali e attenzioni specifiche durante la visita. Però quando vedo tutti quei pass riservati alle autorità il buon umore si affievolisce. Siamo tutti uguali, soprattutto davanti alla chiesa e a Dio. Papa Francesco lo dice sempre…».

La diretta della giornata

Sul lato opposto al Comune un papà solleva il pargolo sopra qualunque sbarramento visivo per essere sicuro che ogni momento di quella giornata si imprima nello zoccolo duro di una memoria ancora giovanissima mentre tutto intorno a lui c’è chi mostra cartelli o vessilli. Argomento libero, si va dalla Comunità Papa Giovanni XXIII ai vessilli che al giallo pontificio sostituiscono il nero romagnolo per essere a tema con la città ospitante e dimostrare solidarietà al Cesena Calcio, che di questi tempi per tornare a sorridere avrebbe bisogno di un miracolo, o di qualcosa che ci vada molto vicino. 

Intanto il discorso finisce e la folla inizia a lasciare le postazioni, in molti casi accarezzando l’idea di un’bis’ lungo via Cesare Battisti. Antonella Maroni e Luciano Rossi, marito e moglie, sono entrambi entusiasti: «Il pontefice ha ripreso gli argomenti coi quali dobbiamo confrontarci nella vita reale e nel farlo ci ha dato una spinta in più, ricaricandoci di energia. E’ stato un onore poterlo ospitare nella nostra città e un piacere puntare la sveglia presto per poter essere qui ad accoglierlo». Un incontro può cambiare una vita. Soprattutto se l’uomo in bianco che si volge verso di te con un sorriso, allunga la mano nel nome di Dio. 

LO SPECIALE La visita del Papa 

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