Terre Roveresche (Pesaro), 18 dicembre 2017 - E’ la seconda volta volta in appena due mesi che i lupi gli sbranano le pecore. E non stiamo parlando di un imprenditore agricolo alle pendici degli Appennini, ma di un allevatore ‘amatoriale’ (produce solo per la sua famiglia) che abita ad Orciano, a 200 metri sì e no dalla sede della scuola media ‘Giò Pomodoro’, chiusa temporaneamente per ristrutturazione, ma che dal prossimo settembre riprenderà ad ospitare 170 ragazzini residenti oltre che ad Orciano, a Barchi e a Mondavio.

Nell’ottobre scorso Edo Pompili aveva avuto due agnelli e una capra sgozzati dai lupi, nonostante fossero all’interno di un alto recinto e su due lati con rete elettrificata. Il tutto a poche decine di metri da casa sua e da una serie di altre abitazioni, dove per altro vivono molti bambini.

Ora è riaccaduto: «Ieri notte – conferma Pompili – i lupi sono tornati e hanno ammazzato, sbranandola, anche la madre dei due agnelli che erano stati uccisi ad ottobre. E a rendere il fatto ancora più brutto è che questa pecora era gravida, avrebbe dovuto partorire fra pochi giorni. Adesso mi rimane solo il maschio, e in più un cavallo, che dovrò tenere sempre al chiuso in un box. Non so davvero cosa dire. Ero senza parole due mesi fa, perché io abito qui da una vita e i lupi, vi assicuro, non si erano mai visti prima, se non dalla televisione; figuratevi qual è il mio stato d’animo adesso. Se nel giro di poche settimane sono venuti due volte, spingendosi fino a pochi metri dalle case, vuol dire che la situazione è molto seria e che bisogna prendere dei provvedimenti. Si dice che i lupi non attaccano le persone e sarà pure vero, ma ditemi voi se un genitore, dopo questi episodi, può sentirsela di lasciar scorazzare un bambino di 9, 10 anni nei campi qui intorno».