Ferrara, 12 ottobre 2017 - L’abbattimento delle 850mila galline ovaiole nell’allevamento Eurovo di Codigoro, si riverbera pesantemente sul mondo venatorio che da domani non potrà più utilizzare, come richiami vivi, né i germani reali e neppure le pavoncelle. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha emesso, lunedì scorso, un’ordinanza che ha come oggetto ‘Istituzione delle misure di restrizione a seguito di positività per virus influenzale sottotipo H5N8’. Nel nuovo provvedimento vengono istituite una zona di protezione (Zp) e una zona di sorveglianza (Zs) intorno al focolaio di Codigoro nelle quali si applicano le relative misure e rimangono anche quelle di prevenzione e controllo sull’intero territorio nazionale.

Nella zona di protezione del focolaio c’è dunque l’azienda Eurovo mentre nella zona cosiddetta di sorveglianza intorno al focolaio ce ne sono una a Jolanda di Savoia e a Lagosanto e tre nel Comune di Fiscaglia. Tornando ai cacciatori, il divieto di utilizzare gli uccelli da richiamo, proibisce anche la loro detenzione in condizioni tali da consentire il contatto con altri volatili, oltre a non potersi più impiegare come richiami, per la fauna selvatica, nella tradizionale caccia in valle all’interno di ‘tine’ o ‘botti’. Il loro impiego, in mezzo a stampi di plastica che riproducono le forme del gemano reale o della moretta o del fischione, serve per attirare, col verso emesso dai germani reali, la fauna selvatica che sorvola i cacciatori all’interno di questi appostamenti, spesso quasi a pelo d’acqua. Un provvedimento già adottato anche in altre occasioni, ma sempre poco gradito fra le doppiette di Goro, Mesola, Codigoro e Comacchio.