Ferrara, 1 dicembre 2015 - Con un colpo di spugna, forse atteso, ma non per questo meno doloroso, il tribunale di Castrovillari chiude il caso di Denis Bergamini, il centrocampista del Cosenza Calcio, di Boccaleone, trovato morto sotto un camion, in Calabria, 26 anni fa.

Il gip Annamaria Grimaldi ha accolto la richiesta di archiviazione della procura, (alla quale l’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo aveva presentato opposizione) per insufficienza probatoria, disponendo l’archiviazione per gli unici indagati: l’ex fidanzata Isabella Internò e il camionista Raffaele Pisano, accusati la prima di omicidio volontario, il secondo di favoreggiamento.

Manca insomma la notizia di reato, "da intendersi come assoluta mancanza di elementi di prova efficacemente rappresentativi della sussistenza del delitto".

In 30 pagine, Grimaldi, demolisce l’intera ricostruzione del legale di allora, Eugenio Gallerani, che aveva consentito nel 2011 di riaprire l’inchiesta e (ri)stabilisce che Denis Bergamini si è suicidato, o tutt’al più è «scivolato» sotto al camion, «per via dell’asfalto bagnato, cadendo supino e avendo solo il tempo di alzare le braccia per ripararsi il volto».

Ritiene credibili i due indagati, Isabella Internò perché «non ci sono elementi per dimostrare la falsità delle sue dichiarazioni» e Raffaele Pisano «perché (le sue dichiarazioni) sostanzialmente convergono con quelle della Internò».

Smonta, pagina dopo pagina, la teoria del complotto, del delitto d’onore «posto in essere dai componenti di una famiglia meridionale, legata a valori retrivi», perché Bergamini, dopo anni di fidanzamento aveva scaricato Isabella.