Ferrara, 27 febbraio 2015 - Donata Bergamini, sorella di Denis, il calciatore morto in circostanze mai del tutto chiariteil 18 novembre 1989 sulla statale 106 in Calabria, ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per raccontargli il caso giudiziario che da 25 anni riguarda suo fratello.

La morte di Bergamini venne inizialmente archiviata come un suicidio, ma la famiglia, che vive nel Ferrarese, ha sempre sostenuto che fosse stato inscenato un incidente stradale per ucciderlo.

Adesso il gup del tribunale di Castrovillari è di nuovo chiamato a decidere sull’archiviazione o la prosecuzione delle indagini. «Sono venuti due magistrati - ha scritto Donata Bergamini - ed hanno entrambi parlato per due ore. Il più anziano, il capo, ha dichiarato che sarebbe andato in pensione a fine marzo e si è lamentato del fatto che la morte di Denis aveva avuto grande rilievo mediatico. La più giovane ci ha rimproverato di non aver portato i colpevoli né il modo con cui è stato ucciso. Il fascicolo quindi doveva essere archiviato ancora per suicidio. Ma era compito nostro assicurare alla Giustizia gli assassini di Denis?».

Per questo la donna ha deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica. «Se il suicidio di mio fratello non solo non è stato provato ma addirittura smentito - ha scritto dopo aver dettagliatamente ricostruito la storia - come si può archiviare questo processo? Sono sfinita, signor Presidente, ma io voglio soltanto chiederle: Lei pensa che la mia legittima aspettativa di Giustizia possa essere stata soddisfatta dallo Stato riguardo alla morte di mio fratello? Noi abbiamo capito cosa è successo. Lo hanno capito tutti. Tutti tranne coloro che avrebbero dovuto rendergli giustizia».