Ferrara, 24 novembre 2017 - "Il costo complessivo del servizio rifiuti calerà di un milione di euro, nonostante gli investimenti previsti". Nelle pieghe del duello dialettico con l’Ascom, l’assessore all’Ambiente Caterina Ferri fa filtrare il primo dato rilevante, in merito alla costruzione delle tariffe per la raccolta dei rifiuti. Argomento della dura reprimenda del direttore generale dell’Ascom Davide Urban, che ieri dalle colonne del Resto del Carlino aveva lanciato una sorta di ultimatum all’amministrazione: «Siamo stanchi di sentirci raccontare fiabe, vogliamo al più presto la bozza del regolamento, e chiarezza sui costi che graveranno sulle imprese e sulle famiglie».

La risposta della Ferri non si è fatta attendere: «Dobbiamo spiegare all’Ascom come funzionano gli iter amministrativi, che non sono racconti fiabeschi, ma procedure trasparenti e democratiche – esordisce l’esponente della giunta Tagliani –. La bozza di regolamento predisposta da Atersir e Anci, con il supporto della Regione, è stata presentata il 20 novembre a un convegno a Bologna. Ricordiamo, infatti, che tutti i Comuni saranno chiamati ad applicare la tariffa puntuale entro il 2020, ed è necessario vagliare un ‘regolamento tipo’ che valga per tutti. La nostra amministrazione ha già proposto alcune modifiche – prosegue la Ferri –, anche tenendo conto delle richieste pervenuteci dalle associazioni delle imprese, Ascom compresa. La prima settimana di dicembre la Commissione consiliare si riunirà per discuterlo. Solo in seguito potremo condividerla. Questo si chiama rispetto del ruolo delle istituzioni».

Per quanto riguarda invece le tariffe, queste discendono dal Piano Economico Finanziario, che dovrà essere approvato da Atersir. «Negli anni passati il Pef era presentato e ratificato dal Consiglio Comunale tra marzo e aprile – evidenzia la Ferri –, senza mai nessuna obiezione da parte delle associazioni delle imprese che solo a metà anno scoprivano quanto avrebbero dovuto pagare.

Nel 2014 l’adozione provvisoria delle tariffe avvenne il 28 aprile, poi confermata il 23 luglio. Nel 2015 l’adozione delle tariffe Tari avvenne con delibera di Consiglio del 26 maggio, nel 2016 con una delibera del 28 aprile. Per quanto riguarda il 2017, a marzo abbiamo comunicato che le tariffe non sarebbero cambiate, e Atersir ha approvato il Piano Economico Finanziario il 15 marzo». Chiaramente oggi la situazione è diversa: «Per il 2018 il presidente Tagliani ha preteso di approvare i Pef entro dicembre. Quindi per la prima volta i cittadini e le imprese potranno conoscere in anticipo quel che pagheranno l’anno prossimo: questo proprio perché non raccontiamo fiabe – ripete la Ferri –. Detto ciò, invito il direttore dell’Ascom Davide Urban ad ‘accalorarsi’ solo dopo la certezza delle tariffe».

Poi, come detto, l’anticipazione: «Il costo complessivo del servizio calerà di un milione di euro – chiude la Ferri –; il passaggio a ‘tariffa corrispettivo’ fa risparmiare a tutte le aziende il 10% dell’Iva; le famiglie, per equità, risparmieranno non dovendo più sostenere una parte dei costi delle imprese che oggi sono spalmati su tutti. Questo non significa però che tutti risparmieranno, perché come stiamo chiedendo ai cittadini di aumentare la raccolta differenziata, che in tre mesi è passata dal 57 al 67%, così chiediamo alle imprese di fare la loro parte».