Macerata, 12 settembre 2017 - Paura. Sono stati attimi di grande paura. Così Antonella Manca, maceratese, descrive quanto accaduto domenica sera in corso Cavour, quando con il marito si è trovata a scappare di fronte a una sorta di aggressione. Senza contare che un’ora prima, a pochi metri da lì, Manca era passata per piazza Garibaldi proprio mentre era in corso una rissa tra stranieri.

«Erano le 21.30 circa – racconta – quando abbiamo visto che si stavano picchiando dentro il tendone del bar King, erano in diversi. Si stavano tirando delle sedie, il rumore era parecchio perché con la rissa spostavano i tavoli. La gente si allontanava da lì. Di solito, per la nostra passeggiata andiamo per le mura, dal lato del bar King. Stavolta abbiamo deciso di cambiare strada, siamo passati direttamente dal centro». Qualche minuto più tardi è arrivata anche la polizia, ma la rissa si era ormai spenta. Dopo un’oretta, verso le 22.40, i coniugi di ritorno verso casa stavano passando da corso Cavour, all’altezza di Banca Marche, quando si sono trovati di fronte un gruppetto di extracomunitari. «Saranno state sei o sette persone – prosegue Manca –, stavano venendo nella nostra direzione. Per un momento ho anche pensato di cambiare strada, poi però mi sono detto che non bisogna avere pregiudizi né paura. Così siamo rimasti su quel lato del marciapiede. Tutto è accaduto in pochi istanti. Uno dei ragazzi del gruppo si è fatto avanti, rideva, non smetteva di ridere, e canticchiava, era visibilmente alterato, non so se ubriaco o drogato. Si è avventato contro mio marito, aveva un oggetto in mano che a me è parso una bottiglia e per tre volte ha fatto il segno di colpirlo in testa. Il mio cuore è come se si fosse fermato, non riuscivo a ragionare. Sono fuggita un po’ più avanti, ero come paralizzata dalla paura. Anche volendo, non avrei saputo cosa fare. Mio marito si è divincolato e mi ha raggiunto. Siamo tornati a casa a piedi ma non smettevo più di tremare».

«Qui non si tratta di razzismo – precisa Manca –, quel tizio poteva anche essere italiano, sarebbe stato lo stesso. Tra l’altro ho amici di colore, che lavorano e hanno figli che giocano con i miei e sono bravissime persone. Il punto qui però è che quella zona è diventata inquietante, così anche via Roma in orario serale. Io prima uscivo anche da sola per una passeggiata, adesso non passeremo più da quelle parti senza mio marito. Da mesi la situazione è precipitata. Qualche controllo in più nella zona non farebbe male».