Macerata, 3 gennaio 2018 - Rinnovato per un altro anno l’incarico in Regione da 55mila euro lordi per Sara Giannini. Il governatore Luca Ceriscioli ha firmato nei giorni scorsi il decreto con il quale proroga il contratto all’ex assessore regionale ed ex sindaco di Morrovalle, in qualità di «esperta di economia». Già negli anni scorsi l’incarico alla Giannini, che è diplomata all’Istituto tecnico commerciale, aveva suscitato non poche polemiche. L’esponente del Partito democratico è più volte finita nel mirino delle opposizioni ed è stata bersaglio degli strali del popolo del web.

NELL’ISTRUTTORIA della Regione si chiarisce che «la signora Sara Giannini ha notoria e riconosciuta competenza nel settore economico, avendo maturato una ventennale esperienza nella pubblica amministrazione». L’ex assessore si è «formata a livello regionale, nazionale e internazionale, impegnandosi prioritariamente sui temi dello sviluppo e della programmazione economica, instaurando anche con varie associazioni di categoria e imprese un rapporto di forte collaborazione, specialmente sull’attività di sostegno del made in Italy per la tutela delle produzioni locali, come si evince dal curriculum presentato». Per la Giannini, il compenso annuo lordo ammonta a 55.168,92 euro. Alla cifra, qualora la consulente dovesse fare uso della propria auto, si aggiunge il rimborso delle spese di missione. Per la Regione, l’esborso complessivo per il 2018 sarà di 72.013,74. Sempre che il rapporto non si interrompa prima: per l’ex assessore regionale da tempo si parla di una candidatura in Parlamento per il Partito democratico. La partita dei nomi per Roma sta entrando nel vivo proprio in questi giorni. L’incarico della Regione alla Giannini non è l’unico che in questi anni ha fatto discutere. Nel mirino dell’opposizione era finito, tra gli altri, Daniele Salvi: l’ex assessore provinciale, di Castelraimondo, è il capo di gabinetto del presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo; nel 2015 si era candidato consigliere regionale per il Pd, senza però riuscire a essere eletto.

Nel giugno scorso, poi, una vera e propria bufera aveva investito il parlamentare Emanuele Lodolini, anche lui del Partito democratico, dopo la nomina della madre Paola Bonacorsi nell’ufficio ricostruzione del post terremoto. Le opposizioni erano insorte, puntando il dito contro Ceriscioli. Un vespaio aveva suscitato anche la nomina di Carlo Casini, fratello della vicepresidente della Regione Anna, a direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione di Ascoli e Fermo.