Montese (Modena), 2 gennaio 2017 - Percorrono a piedi mezza Italia in compagnia dell’asina Sibilla e delle cagnoline Mela e Dama. Marta e Memmo sono partiti dal monti del bresciano diretti chissà dove. Ora, dopo una tappa a Montese, puntano ad arrivare alle montagne pistoiesi per salutare una comunità Elfi. Poi si vedrà. Pare di ammirare un quadro agreste d’altri tempi quando li incontri. Camminano lentamente e preferiscono strade sterrate perché Sibilla non è ferrata. Lei, sulla groppa porta un carico voluminoso, ma poco pesante: «una tenda, un sacco a pelo, un po’ di cibo per lei, per i cani e qualche scorta anche per noi», raccontano Marta e Memmo, che sono interessati a conoscere realtà dove si lavora il biologico e comunità hippy, «persone che vivono non di sussistenza, ma a sufficienza».

Non hanno un itinerario definito da seguire, lo decidono giorno per giorno e individuano le vie scrutando una mappa poco dettagliata. Diventa quindi opportuno affidarsi a chi si incontra lungo il cammino. E così è stato per ‘scoprire’ uno sperduto casolare a Bertocchi, una frazione di Montese dove vivono meno di trenta persone, dove hanno trascorso il Natale e qualche giorno in più. «Per strada – racconta Memmo – abbiamo incontrato un ragazzo, si è fermato, abbiamo conversato e ci ha detto che se ci serviva un posto dove trascorrere il Natale ci ospitava nella sua casa in un paesino che si chiama Bertocchi di cui non conoscevamo l’esistenza. E così abbiamo accettato. Alla Vigilia, da Brescia è venuta quassù a farci gli auguri mia madre e il Natale lo abbiamo trascorso soli. Un bel Natale, belle giornate». Marta e Memmo, da Brescia città hanno scelto di andare a vivere in montagna e durante i mesi estivi vanno a fare i pastori di pecore e di vacche in Svizzera, «poi ci godiamo il bottino in viaggio – dicono con soddisfazione – Ci muoviamo con l’asina perché è un metodo di viaggio secondo noi interessante: si va a piedi, non ci si muove in fretta e permette di fare tante conoscenze. Qui sull’Appennino siamo sempre stati ospiti di persone che ci hanno raccontato la loro storia rurale, contadina. A noi interessa molto conoscere le tradizioni agricole di un luogo. Abbiamo trovato tanta ospitalità in Appennino. Grazie». Walter Bellisi