Pesaro, 6 dicembre 2017 - Martedì mattina al porto di Pesaro è stato simulato il ritrovamento di un ordigno all’interno dell’ 'area sterile, ovvero della zona dedicata al controllo dei passeggeri impegnati nelle operazioni di imbarco. Si è trattato della classica esercitazione complessa della Maritime Security che, come ogni anno, ha coinvolto le varie istituzioni, forze dell’ordine e di polizia, interessate da questa tipologia di emergenza.

La simulazione è stata organizzata per testare l’efficienza del sistema di comunicazione tra le Sale operative dei comandi e la tempestività delle pattuglie coinvolte in caso di emergenza, visto l’aumento del traffico marittimo nel nostro porto. Sono sempre di più infatti, le navi straniere adibite a piccolo traffico crocieristico che fanno scalo a Pesaro, contribuendo al suo rilancio e allo sviluppo dell’economia turistica.

Durante l’esercitazione sono state messe in atto le misure di emergenza previste dai piani di sicurezza, tra cui la valutazione del rischio e lo sgombero dell’area coinvolta. Il lavoro è stato coordinato dell’ufficio di polizia di frontiera della Questura, insieme al comando della Capitaneria di Porto di Pesaro, e ha visto coinvolte le pattuglie dei carabinieri, della Guardia di finanza, della Polizia di Stato di quella Locale, della stessa Capitaneria di porto, dei vigili del fuoco, e della Motovedetta Sar della Guardia costiera C.P. 872, per la regolamentazione degli specchi acquei portuali più vicini. I risultati ottenuti dalla simulazione sono stati buoni e confermano l’alto grado di preparazione e professionalità delle istituzioni coinvolte.