Pesaro, 29 settembre 2017 - Vetri infranti, mura decrepite, oggetti abbandonati, vegetazione folta, grossi rami di albero crollati e un potenziale dormitorio al piano terra tra le macerie. L’ex colonia del Cif (Centro italiano femminile) porta di entrata in città, lato Fano, in passato in estate ha ospitato decine di migliaia di bambini italiani che qui hanno trascorso le vacanze, in inverno è stata scuola media, infine casa di riposo per anziani. La struttura, che per decenni ha svolto un servizio educativo e assistenziale importante, è da tempo in condizioni molto critiche. Tanto che la proprietà, una società che fa capo al Cif (Centro italiano femminile) ha deciso di murare il primo e secondo piano dei due stabili per evitare che qualcuno possa entrarci, e di recintare completamente l’area. Una parte della recinzione è stata comunque divelta e nel lato della scuola alberghiera c’è un ampio varco dal quale chiunque può accedervi.

All'interno c’è di tutto: una bombola di ossigeno abbandonata, bottiglie vuote su una centralina elettrica con fili scoperti e tagliati, lastre di cemento con lunghi fili di ferro, bombolette spray lasciate dagli ‘artisti’ di turno che hanno colorato o imbrattato le pareti, pesanti rami crollati a terra e molto altro. Porta e finestre della palazzina che fino ad alcuni anni fa ospitava «Villa speranza», casa di riposo per anziani, sono state murate. Il giardino è invaso da erbacce e rettili e introduce al corpo centrale della colonia, anch’essa inaccessibile per la muratura degli accessi.

Tutti chiusi tranne il piano terra, dove un tempo c’erano le cucine: qui i vetri sono stati infranti, come del resto ai piani superiori, e chi vuole può entrare e dormirci, tra mobili abbandonati e rovine. Una situazione di degrado assoluto nei confronti del quale il Comune ha già deciso di intervenire: «La Polizia municipale proprio in questi giorni sta facendo il censimento dei locali in degrado nel centro storico e alle porte della città. Il Cif è uno di questi», dice l’assessore Antonello Delle Noci, annunciando provvedimenti: «Come accaduto per gli hotel della zona mare, faremo una ordinanza, prevista per i primi di ottobre, invitando i proprietari delle strutture ad ottemperare al decoro, o con un restauro oppure con una copertura. Nel caso invece di degrado più grave, non basterà questo, ma bisognerà mettere in sicurezza lo stabile e la situazione si complicherebbe». Pare che l’ex colonia sia in vendita e ci sarebbero trattative avviate per l’acquisto di tutta l’area, appetibile anche per la vicinanza al mare.

Il Cif, centro italiano femminile, è una istituzione cattolica. E’ nato a Pesaro il 20 agosto 1945 nella sede delle dame della carità di San Vincenzo de’ Paoli, con l’adunanza di un gruppo di donne cattoliche: Alessandra Barba Mondaini, Maria Cancelli, Clara Del Vecchio Braggio, Agnese Di Giorgio, Pina Mameli, Laura Riffelli Paci, Carla Ugolini, insieme a una trentina di “simpatizzanti”. La colonia era stata inaugurata nel 1957 dall’allora ministro dell’Interno, il democristiano Fernando Tambroni.

Intorno alla seconda metà degli anni Settanta, come scrive l’archivista Filippo Pinto, lo stabile della primitiva colonia, nel frattempo adibito probabilmente ad infermeria, veniva destinato prima a complesso ricettivo denominato “Villa Speranza”, attrezzandolo a casa per ferie. Poi sul finire degli anni Ottanta, ad opera della presidente provinciale Luciana Balducci, dirigente d’industria pesarese, consigliera e tesoriera del Centro italiano femminile nazionale, la struttura fu convertita in casa residenziale per persone sole o coniugate e anziani autosufficienti.