Urbania, 10 febbraio 2016 - Il vicecomandante della polizia locale dell'Unione alta valle del Metauro Carlo Brizio è stato rimosso seduta stante dal suo incarico. La determina di revoca del mandato fiduciario è stata firmata dal comandante Elvio Massi.

Questo perché Brizio ha chiesto e ottenuto dalla Prefettura l'annullamento di una multa per eccesso di velocità presa fuori servizio mentre sfrecciava lungo le strade sottoposte a controllo con l'autovelox del proprio comando. Brizio e insieme a lui anche il capitano sempre dei vigili urbani dell'Unione Daniele Intihar (multato anche lui fuori servizio dal suo autovelox) dopo aver ricevuto la multa di 150 euro avevano una scelta: pagare.

Hanno scelto invece di ricorrere alla prefettura sostenendo che l'autovelox, il proprio, era irregolare perché non presidiato da una pattuglia. Che loro non avevano messo. Nello stesso momento, Brizio firmava le controdeduzioni per indurre il giudice di pace di Urbino, a cui molti automobilisti alternativamente alla prefettura avevano fatto ricorso, per confermare la multa di 150 euro sostenendo che l'autovelox era regolarmente posizionato pur senza il presidio di una pattuglia.

La vicenda, svelata oggi dalle pagine del Carlino, ha colto di sorpresa sia il comandante Massi, che ha affermato di non aver mai saputo nulla dei due ricorsi, sia gli organi amministrativi ignari che i vertici del comando della polizia municipale dell'Unione (composta da 8 comuni) smentivano per tornaconto personale ciò che sostenevano invece per infliggere multe agli automobilisti.

"E' avvenuto qualcosa di inimmaginabile che avrà conseguenze gravi" ha dichiarato Romina Pierantoni, presidente dell'Unione. Il comandante Massi ha aggiunto: "Penso con preoccupazione agli agenti che sono in strada e che dovranno rispondere alle giuste domande della gente sul comportamento del comando".