Ravenna, 5 ottobre 2017 - Il liceo scientifico di Ravenna è finito sulla graticola perché a settembre cinque studenti hanno lavorato per alcuni giorni al McDonald’s nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro. Sul caso è scoppiata una polemica, ne ha parlato anche Massimo Gramellini nella sua rubrica quotidiana sul Corriere della Sera. La polemica è nata perché ci si chiede quale sia il nesso tra gli studi scientifici e la cottura di un hamburger.

Il dirigente scolastico, Gianluca Dradi, difende le scelte della scuola. «La vicenda – spiega – ha riguardato 5 studenti su un totale di 513 e sinceramente non ci vedo niente di male. Il progetto ha coinvolto i ragazzi di quinta, la maggior parte dei quali, per l’alternanza, ha fatto altre esperienze organizzate dalla scuola, ad esempio un’attività di studio-lavoro all’estero, a Malta, un progetto di conoscenza urbanistica con l’Ordine degli architetti, attività di laboratori con le Università di Ravenna e Bologna. Quelli erano progetti pensati e organizzati dalla scuola; però abbiamo dato la possibilità anche di scegliere tra progetti offerti dalle realtà del territorio». È ciò che è accaduto con McDonald’s e i ragazzi, assicura il dirigente, hanno scelto di loro iniziativa.

«Sebbene l’esperienza con McDonald’s non era frutto della progettualità della scuola è però una realtà produttiva dalla quale un ragazzo può imparare comunque qualcosa di utile: il rispetto delle regole, come relazionarsi in ambienti non protetti, e può prendere un contatto cognitivo ed emotivo con il lavoro, che è anche quello manuale e routinario. Se l’alternanza scuola lavoro deve servire a dare ai ragazzi un orientamento su quello che c’è fuori dalla scuola, la loro esperienza a McDonald’s non mi sembra così scandalosa: hanno preso contatti con un mondo del lavoro che probabilmente, per i loro studi ed il loro status sociale, non frequenteranno più, ma che tuttavia è parte integrante della nostra realtà sociale e direi che non fa male sperimentarlo per una settimana».

Pareri contrastanti arrivano dai sindacati. Marcella D’Angelo (Cgil Scuola) è contraria «al monte ore calato dall’alto previsto nella legge 107, la cosiddetta Buona Scuola. Così si costringono gli istituti a stipulare accordi pure con multinazionali come il McDonald’s». Edera Fusconi (Uil Scuola) sostiene invece che «se dietro c’è un progetto didattico-educativo, anche l’alternanza scuola lavoro da McDonald’s ha un senso».