Ravenna, 19 novembre 2017 - Nei primi sei mesi dell’anno, sono state un centinaio le aziende ravennati colpite da attacchi di hacker informatici. L’episodio più clamoroso è certamente quello di fine giugno, quando i computer di Sapir e Tcr, al porto, furono colpiti dal virus ransomware Petya. Gli hacker avevano attaccato il colosso mondiale dei trasporti Moller-Maersk, ma il virus venne ‘trasmesso’ anche ai computer che erano in contatto con il colosso logistico. 
Il dato è stato fornito ieri mattina dal presidente del Gruppo informatico Itway, Andrea Farina, durante il convegno promosso dal neonato Centro studi Manlio Monti. 
Farina ha alle spalle la gestione della sicurezza informatica di eventi internazionali, come il G8 dell’Aquila e il vertice Nato-Russia. 

«In Italia – spiega Farina – nei primi sei mesi del 2017 sono stati denunciati 721 attacchi informatici, un dato che si prevede raddoppi a fine anno. Sono scattati migliaia di ‘alert’ e aperti 40 filoni di indagini giudiziarie. Mi sembra che bastino questi pochi dati per dire che il problema è molto serio, anche se non tutti se ne rendono conto. Nelle classifiche sull’impiego della tecnologia difensiva rispetto alla cyber war siamo nelle ultime posizioni, ma siamo il primo paese per transito di cyber attacchi. L’Isis, in tutto questo, non è certo estranea».

Per Farina, Ravenna ha più di un obiettivo sensibile da tener monitorato: il porto, il distretto energetico con l’importante presenza di Eni, e ora il data center di Lepida, costruito alle Bassette. Entrato in piena attività nel 2016, l’infrastruttura digitale è già stata raddoppiata con l’aggiunta di 12 armadi, sorta di magazzini virtuali per i dati gestiti da enti pubblici e privati.

«A Ravenna non abbiamo infrastrutture ferroviarie e nemmeno autostrade per auto e camion – aggiunge Farina – ma siamo molto avanti con le infrastrutture digitali. Nel data center delle Bassette confluiscono tutti i dati elaborati dall’Ausl Romagna, dai Comuni, da altre società pubblico-private. Recentemente anche Cmc ha aderito alla proposta digitale di Lepida».

Farina e gli interlocutori pubblici stanno lavorando a un progetto di sicurezza informatica per ‘proteggere’ poli industriali e infrastrutture telematiche. Si tratta di avviare a Ravenna, come già avvenuto a Trento, un Cert (Computer Emergency Response Team) costituito da una squadra di esperti di sicurezza con il compito di coordinare tutte le attività di risposta alle emergenze informatiche.

«Sono grandi esperti in sicurezza informatica – commenta Farina – con tecnologie sofisticate, capaci di intercettare attacchi informatici, provvedere a mettere in sicurezza i dati al centro degli interessi degli hacker. Sembra fantascienza, ma il cyber crime, solo in Italia, ha già provocato 9 miliardi di euro di danni». 

lo. tazz.