Ravenna, 15 giugno 2017 – La droga la ordinavano attraverso whatsapp. Pochi grammi per pochi euro, hashish o marijuana. Già tutto chiaro dai messaggini che i giovani protagonisti dell’accaduto si scambiavano sicuri di poterla fare franca. I carabinieri sono però riusciti lo stesso a fare luce su un presunto caso di spaccio tra minorenni maturato tra i banchi di scuola e cresciuto grazie ai cellulari. Nei guai ci sono ora quattro compagni di scuola, tutti di Ravenna o dintorni e di età comprese tra i 15 e i 16 anni. Il Pm Alessandra Serra della Procura dei Minorenni di Bologna vuole ascoltarli uno a uno: ed è per questo che li ha convocati davanti ai carabinieri del Norm di Ravenna, gli stessi che hanno portato avanti l’indagine.

I primi tre – difesi dagli avvocati Francesco Papiani, Raffaella Salsano e Vanessa Pagliarani – dovranno rispondere di spaccio di droga in quantità variabili anche se modeste: il fatto tuttavia che secondo l’accusa l’abbiano ceduta a minorenni, ha fatto scattare la specifica aggravante. L’ultimo degli accusati dovrà invece rispondere di favoreggiamento per avere presumibilmente messo in guardia uno degli altri indagati dell’arrivo dei militari dell’Arma a scuola – un istituto superiore di Ravenna – per un controllo con i cani antidroga.