Rovigo, 20 settembre 2017 - Gioielli spariti a casa dell’avvocato, colf condannata a due anni e tre mesi. Maria Cristina Piombo, 49 anni, lavorava come donna delle pulizie per Laura Giolo, nota professionista della città, titolare di uno studio legale in via Mazzini.

Il dispositivo della sentenza è stato letto ieri mattina dal giudice onorario di tribunale Anna Di Mascio: due anni e tre mesi di detenzione, 600 euro di multa, 10mila euro di provvisionale e il pagamento delle spese legali alla parte civile per il reato di «furto in abitazione». La donna aveva una copia delle chiavi di casa della sua datrice di lavoro per poter entrare e fare le pulizie anche quando la professionista era fuori. 

Una volta depositate le motivazioni, la difesa potrà decidere se ricorrere in Corte d’Appello a Venezia, sperando in un esisto diverso, magari una piena assoluzione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, sostenuta con successo dal sostituto procuratore Sabrina Duò, i fatti si sarebbero verificati tra settembre e dicembre del 2010.

Al termine delle indagini il pm aveva emesso il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Maria Cristina Piombo e della figlia Lisa Bortolotti di 30 anni. Il reato di furto secondo il pm Duò, sarebbe stato compiuto in concorso. La figlia però non è stata condannata, ha scelto un’altra strada, quella del patteggiamento. Circa tre anni fa il suo legale ha concordato una pena con il pubblico ministero che poi non è stata eseguita perché inferiore ai due anni.

Lisa Bortolotti aveva venduto diversi gioielli al negozio «Mercato dell’oro» di Corso del Popolo 157 nel gennaio del 2011: ciondoli, catenine, anelli, orecchini, portachiavi e spille. Le sono stati pagati circa mille euro in tutto, motivo per il quale la giovane donna era stata indagata per il reato di «ricettazione».

Le descrizioni corrisponderebbero a quelle di parte dei monili inseriti nella denuncia di Laura Giolo. Ma l’elenco completo dei gioielli che sarebbero stati sottratti all’avvocato è molto più lungo. Un patrimonio di circa 25mila euro oltre al valore affettivo.

Infatti l’avvocato Giolo era parte civile nel processo, assistita dall’avvocato Marco Petternella. Ed oltre ad aver ottenuto la provvisionale di 10mila euro potrà far valere le proprie ragioni in sede civile con la sentenza penale di primo grado in mano. La provvisionale è una somma che il giudice liquida alla parte danneggiata come anticipo sull’importo che le spetterà in via definitiva.