Rovigo, 23 settembre 2017 - Due tecnici sospesi sul cestello a circa 7 metri d’altezza, il braccio meccanico ha ceduto, cadendo ha colpito un operaio di 30 anni alla testa. Ora è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Rovigo, ma la prognosi potrebbe essere sciolta già nelle prossime ore. Non sarebbe in pericolo di vita.

L’incidente è successo ieri mattina poco dopo le 8,30 in via Maroncelli, che da viale Oroboni prosegue verso la campagna. Una zona residenziale. La procura della Repubblica ha già aperto un’inchiesta, le indagini per capire se ci sono state violazioni delle normative sulla sicurezza sui luoghi di lavoro sono coordinate dal sostituto procuratore Monica Bombana. Se di violazioni si è trattato, l’ipotesi di reato è quella di «lesioni colpose». Un’azienda specializzata in caldaie e impianti di climatizzazione ieri mattina doveva posizionare il tubo di sfiato all’interno della canna fumaria di un condominio a tre piani di recente costruzione. Non essendo dotata del mezzo necessario per intervenire in quelle condizioni si era rivolta ad una ditta di Lendinara che noleggia piattaforme aeree mobili. Infatti con l’aiuto dell’autoscala gli operai dovevano calare un tubo all’interno del camino, dall’estremità fino alla bocca della caldaia. Ma improvvisamente qualcosa è andato storto ed il braccio meccanico ha ceduto colpendo l’operaio che era a terra.

L’uomo ha iniziato a perdere sangue. Inizialmente l’incidente sembrava potesse avere conseguenze ancor più drammatiche. Sul posto oltre all’ambulanza, alle forze dell’ordine e vigili del fuoco, è intervenuto il servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ulss 5. Il 30enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale ed intubato perché in un primo momento aveva anche difficoltà respiratorie. I tagli erano profondi. Sul posto anche il titolare della ditta che aveva noleggiato il braccio meccanico alla società che lavora nel campo delle caldaie.