Rovigo, 2 ottobre 2017 - Critici nei confronti del candidato premier del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, i sindacalisti polesani. «Di Maio dovrebbe rileggere la storia e capire che là dove il sindacato è debole esistono rischi democratici».

Ha detto Giampietro Gregnanin, segretario della sezione «tessili, energia e chimica» del sindacato Uil di Padova e Rovigo. «Di Maio pensi e faccia proposte su come aiutare il lavoro invece di perdersi in questi slogan privi di fondamento giuridico. Il sindacato è finanziato da chi volontariamente e liberamente vi aderisce. Punto», è il commento di Valeria Cittadin, dipartimento politiche sociali della Cisl regionale veneta. Il segretario provinciale della Cgil, Fulvio Dal Zio, la vede così: «Parole al vento di uno che non conosce nemmeno la Costituzione. L’attività sindacale è garantito dall’articolo 39 della Costituzione. Comunque, nulla di nuovo. Sembra che se le cose non vanno bene sia colpa del sindacato. Si continua a prendere in giro i cittadini ed i lavoratori. Si commenta da solo». Non è stupita dalle parole del «grillino» nemmeno Rita Bonfante, che giuda lo Snals polesano, sindacato specializzato nella scuola: «Non sono nuove queste affermazioni. Prima di lui c’è stato il centro sinistra e prima del centro sinistra c’è stato il centro destra. Cambia il colore, non cambia il pensiero».

Sabato al Festival del Lavoro di Torino, Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle, ha picchiato duro contro i sindacati: «Se il Paese vuole essere competitivo le organizzazioni sindacali devono cambiare radicalmente».

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Giampietro Gregnanin però ritiene che una profonda riflessione, a tutti i livelli, si in atto all’interno del sindacato: «La velocità di cambiamento della società e dell’economia necessitano di un continuo riformismo dentro le organizzazioni democratiche del paese. Nessuno può esimersi da questo, nemmeno il sindacato, infatti la Uil ha aperto da diverso tempo al proprio interno la discussione. Di Maio dovrebbero rileggere la storia e capire che là dove il sindacato è debole esistono rischi democratici. Nella nostra provincia come in tutto il paese ci sono migliaia di lavoratori inscritti al sindacato, centinaia di Rsu (rappresentanza sindacale unitaria, ndr) quadri e delegati che a fianco delle strutture sindacali lottano ogni giorno per affrontare le sempre più numerose problematiche del mondo del lavoro. Di Maio dovrebbe tenerne conto ed esimersi da affermazioni populiste. Entrare nel merito con proposte e non con minacce da primo Novecento». Bertilla Gregnanin, referente della «Uil scuola», non usa mezzi termini: «È fascismo puro. Ogni 40 anni ne compare uno con manie di onnipotenza, basta leggere un po’ di storia. Per fortuna abbiamo una Costituzione».