Ancona, 23 gennaio 2020 - Terremoto in Regione, una maxi inchiesta della Procura che indaga per peculato mette nel mirino le ultime quattro giunte delle Marche compresa quella dell’attuale presidente Luca Ceriscioli. Il governatore è indagato insieme ad altre 77 persone (una nel frattempo è anche deceduta) tra le quali spiccano non solo i nomi degli attuali assessori regionali Manuela Bora, Loretta Bravi, Anna Casini, Fabrizio Cesetti, Angelo Sciapichetti e Moreno Pieroni ma anche quelli degli ex presidenti della Regione Marche a partire da Vito D’Ambrosio passando per Gian Mario Spacca, in carica per due legislature.

Venti anni di governo finiti in un fascicolo aperto dal pm Paolo Gubinelli, a maggio dello scorso anno, e del quale se ne è avuto notizia solo adesso che la Procura ha chiesto una proroga delle indagini preliminari al gip Carlo Cimini. Uno tsunami in piena campagna elettorale e a pochi mesi dal voto per il rinnovo del governatore delle Marche. L’ipotesi di reato al momento è peculato in concorso e continuato. Al centro degli accertamenti portati avanti dal pm ci sarebbero i rapporti intercorsi tra la Regione e Aerdorica, la società di gestione dell’aeroporto di Falconara di cui l’ente è stato socio maggioritario fino a pochi mesi fa stanziando molti soldi pubblici. In sostanza il magistrato starebbe approfondendo il tipo di utilizzo delle risorse pubbliche erogate al gestore e l’eventuale mancato controllo pubblico .

E’ di dopo l’estate l’ingresso del socio privato Njord Adreanna, una controllata di Njord Partners (estranei al procedimento), fondo d’investimento anglo-svedese che di fatto ha segnato la privatizzazione di Aerdorica che con la gestione pubblica non riusciva più ad andare avanti. La società era già finita sotto la lente dello stesso sostituto procuratore che, a fronte dei forti debiti di Aerdorica, arrivata ad incanalare una perdita di 44 milioni di euro, aveva presentato anche istanza di fallimento nel 2017 poi evitato con la presentazione di un concordato preventivo, l’ingresso del socio privato che ha immesso nuovi capitali (per 15 milioni di euro) e un ulteriore aiuto della Regione di 21 milioni di euro che ha dovuto avere il via libera però dell’UE.

A portare la Procura a chiedere una proroga delle indagini è stata la necessità "di ulteriori approfondimenti investigativi, ritenuti allo stato indispensabili al fine di delineare e comprendere adeguatamente la vicenda" motiva il pm Gubinelli nella richiesta al gip. L’accusa, tutta ancora da provare, coinvolge anche ex membri del cda di Aerdorica, come l’imprenditore Giampaolo Giampaoli, ex presidenti della società come Giovanni Belluzzi (dimesso nel 2015) e l’ex direttore generale Marco Morriale. Belluzzi era finito già indagato per peculato e turbativa d’asta sempre in una inchiesta del pm Paolo Gubinelli. 

Il peculato sarebbe stato contestato relativamente ai compensi che Belluzzi aveva ricevuto come amministratore delegato di Aerdorica mentre la turbativa d’asta era per le consulenze affidate alla Helvia Partners. Anche Morriale ha già subito una indagine per peculato e a settembre scorso è stato condannato definitivamente dalla Cassazione. Secondo l’accusa l’ex dg utilizzava la carta di credito aziendale per spese non riconducibile all’attività che svolgeva per Aerdorica. Ma tra i nomi noti c’è anche quello dell’ex direttore generale di Banca Marche Massimo Bianconi (Banca Marche è stata azionista di Aerdorica).

I dettagli della indagine sono ancora coperti dal segreto istruttorio ma scorrendo i nomi dei coinvolti, per molti è probabile che le posizioni vengano anche stralciate, sarebbero relativi a poco prima del salvataggio di Aerdorica, quando la Regione aveva già stanziato circa 100 milioni di euro (complessivamente tra le varie legislature) a favore di una società che ha rischiato di fallire accumulando un buco di 44 milioni di euro. Che la Procura abbia deciso di capire come mai nonostante i finanziamenti pubblici sostanziosi l’aeroporto abbia continuato ad accumulare debiti? A febbraio 2017 la Regione aveva istituito una commissione d’inchiesta presieduta da Sandro Zaffiri della Lega per fare luce sulla gestione dell’aeroporto.