Francesco Restolfer

Ancona, 16 maggio 2018 - Entra in ospedale per una serie di test allergici e muore di shock anafilattico. E’ accaduto ieri all’ospedale regionale di Torrette e ora i familiari della vittima chiedono che la Procura faccia chiarezza sull’accaduto. Il decesso sembra infatti legato a una delle sostanze utilizzate per le prove allergiche.

La vittima, Francesco Restolfer, 66enne residente a Brecce Bianche, aveva programmato i test allergici proprio su consiglio dei sanitari. L’anno scorso aveva subito un intervento di routine e quando gli era stato iniettato un antibiotico per via intramuscolare era stata notata dai medici una reazione allergica della pelle, che aveva spinto i sanitari a raccomandare al 66enne le prove per stabilire se effettivamente soffrisse di allergie a farmaci e altre sostanze. Restolfer ha seguito il consiglio, ha prenotato la prestazione indicata dai medici e ieri mattina come concordato si è presentato in ospedale. Ha raggiunto da solo il nosocomio e attorno all’ora di pranzo i familiari sono stati avvertiti del decesso, una notizia tremenda che è arrivata all’improvviso. Increduli, sconvolti, si sono precipitati al sesto piano dell’ospedale di Torrette, dove si trova il reparto di allergologia e dove i medici hanno confermato la morte per shock anafilattico.

«Non sono chiare le circostanze della morte – spiega l’avvocato Alessandro Marrino, che è stato chiamato dalla figlia del 66enne per rappresentare la famiglia – e ai miei assistiti non è stato nemmeno concesso di vedere il loro caro. Dalle prime informazioni sembra che lo shock anafilattico sia derivato da una delle sostanze utilizzate per i test, ma chiediamo che le cause del decesso siano chiarite attraverso l’autopsia».

Proprio su consiglio del legale la figlia della vittima ieri pomeriggio si è presentata nella caserma dei carabinieri di via della Montagnola per presentare una querela. I familiari chiedono che la Procura di Ancona disponga appunto un esame sulla salma del loro caro e che venga acquisita tutta la documentazione riferita a Francesco Restolfer e al tipo di trattamento cui lo stavano sottoponendo quando è sopraggiunta la crisi mortale.

Una vicenda incredibile perché a quanto pare il paziente non soffriva di gravi patologie e anche l’intervento cui si era sottoposto l’anno scorso era un’operazione banale, non legata a problematiche tali da condurre alla morte. Ora spetterà alla magistratura fare chiarezza su quanto accaduto.