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23 apr 2022

"Comfort town", il Mannucci riprogetta Kiev

Il liceo artistico anconetano ha ideato palazzi colorati, altezze con equilibrio e armonie. "Alla luce della guerra diventa sostegno"

Il progetto «Comfort town» del Mannucci assume più rilievo alla luce della guerra in Ucraina
Il progetto «Comfort town» del Mannucci assume più rilievo alla luce della guerra in Ucraina
Il progetto «Comfort town» del Mannucci assume più rilievo alla luce della guerra in Ucraina

Un progetto dedicato al quartiere "Comfort Town" di Kiev, in Ucraina. È questa l’ultima iniziativa del liceo artistico Mannucci di Ancona. Nella scuola di via Buonarroti, studenti e docenti hanno dedicato un modulo didattico a questo rione, prima della guerra. "E ora – spiegano dall’istituto dorico – questo è divenuto un tema di solidarietà al popolo ucraino". Era stato individuato fin dall’inizio dell’anno scolastico come uno dei vari studi di caso didattici nella 4^C, indirizzo Architettura e ambiente. Il quartiere Comfort Town di Kiev è scelto dal docente di progettazione Daniele Ciancia, insieme agli studenti della classe, perché si tratta di un progetto molto particolare elaborato dallo studio Archimatika: "Palazzi coloratissimi, altezze calcolate appositamente per rendere l’idea di equilibrio ed armonia di forme" – evidenzia il professore. Il quartiere, ispirato al film anni Novanta Pleasentville, è stato realizzato alla fine dello scorso decennio per riqualificare un’area degradata alla periferia della città.

"A conclusione degli studi preliminari fatti nel primo quadrimestre, gli studenti hanno realizzato un plastico per riprodurre in scala Comfort Town. Ma dopo lo scoppio del conflitto che sta dilaniando l’Ucraina, il progetto ha assunto un significato nuovo, di solidarietà e sostegno a questo paese, nel momento più drammatico della sua storia". "Queste potrebbero essere le nostre case – hanno sottolineato gli studenti. Abbiamo realizzato il progetto Comfort Town a scopo didattico, entusiasti che il nostro primo modello di urbanistica fosse così colorato e fuori dal comune. Però, dopo poco più di una 7 giorni dalla conclusione dell’elaborato, è scoppiata la guerra. È stata una coincidenza che ci ha colpiti ancora di più. I nostri coetanei, che abitavano nelle stesse case che noi abbiamo colorato una ad una, ora sono sfollati, se non feriti o morti. In queste fasi della guerra d’aggressione non abbiamo trovato nemmeno immagini recenti che possano testimoniare lo stato attuale della zona. La nostra speranza – concludono i ragazzi – è che il quartiere e i suoi abitanti possano essere sfuggiti alla distruzione mostruosa della guerra e che la vivacità dei colori di Comfort Town possa presto tornare a risplendere con la pace". Ad essere informato dell’iniziativa, persino il Comitato del quartiere ucraino, attraverso la pagina Instagram: "Così abbiamo creato un piccolo legame virtuale fra la città e il liceo, che oggi assume un significato particolare e ancora più importante".

Nicolò Moricci

© Riproduzione riservata

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