Le file al Cup per prenotare il prelievo al laboratorio analisi: la situazione peggiora per colpa della pandemia
Le file al Cup per prenotare il prelievo al laboratorio analisi: la situazione peggiora per colpa della pandemia
Spunta il problema dei prelievi di sangue in città: per via dei protocolli Covid al Carlo Urbani restano ridotte le prestazioni di questo tipo. Molti sono costretti a ricorrere ai laboratori privati dove si formano lunghe code la mattina. "Prima del Covid – spiega al Carlino un utente che in questi mesi si sta rivolgendo al privato - ci si poteva recare il mattino...

Spunta il problema dei prelievi di sangue in città: per via dei protocolli Covid al Carlo Urbani restano ridotte le prestazioni di questo tipo. Molti sono costretti a ricorrere ai laboratori privati dove si formano lunghe code la mattina. "Prima del Covid – spiega al Carlino un utente che in questi mesi si sta rivolgendo al privato - ci si poteva recare il mattino presto all’ospedale Carlo Urbani prendere il numero dello sportello Cup dedicato, e poi dalle 7.30 fare il prelievo. In seguito, in piena pandemia, hanno messo l’obbligo di prenotazione telefonica e poi un numero massimo di prestazioni da espletare al giorno. Circa sessanta quando sono andato io. Nonostante fossi arrivato presto non sono riuscito a fare il prelievo e a quel punto ci ho rinunciato. Sono aumentati così i prelievi nei laboratori privati. Io vado di prima mattina e già ci sono molte persone ad attendere". Un problema che riguarda anche Fabriano, sempre a causa dei rigidi protocolli anti Covid. Ma intanto dopo l’inchiesta sulle liste d’attesa per gli interventi chirurgici pubblicata ieri dal Carlino dopo la denuncia di una nostra lettrice, cresce la richiesta di rendere accessibili agli stessi pazienti gli elenchi delle persone che aspettano. Una trasparenza chiesta a gran voce dal Tribunale del Malato. "La trasparenza delle liste di attesa per interventi chirurgici – spiega il coordinatore Pasquale Liguori - è una delle battaglie che da tempo portiamo avanti. La legge 33 del 2013 parla chiaro sull’obbligo di trasparenza delle liste di attesa ma sino ad oggi essa è stata sempre disattesa dalla Regione. Noi continueremo a chiedere che il cittadino debba avere sempre la possibilità di conoscere il posto che occupa nella lista di attesa. La nostra proposta in tal senso prevedeva addirittura una certificazione rilasciata all’atto della visita che indichi il tempo di attesa".

sa.fe.