Claudio Pinti deve tornare in carcere. Il tribunale del Riesame ha accolto l’appello della Procura generale, presentato il 5 maggio scorso, con il quale chiedeva la revoca dei domiciliari per l’autotrasportatore di Montecarotto condannato in secondo grado a 16 anni e 8 mesi per omicidio volontario (della ex compagna, morta di Aids) e lesioni gravissime alla ex fidanzata Romina Scaloni. Il Riesame ha sciolto ieri mattina la riserva informando imputato e difensore. Tra le motivazioni c’è l’inaffidabilità di Pinti, il pericolo che possa reiterare il reato perché a casa potrebbe cercare contatti. "Motivazioni al limite del grottesco – commenta l’avvocato Massimo Rao Camemi – Pinti non può utilizzare i social a casa e nessuna forma di contatto con l’esterno in più ha controlli periodici dei carabinieri e il braccialetto elettronico, faremo subito ricorso in Cassazione".