Panico Coronavirus: 118 subissato dalle chiamate
Panico Coronavirus: 118 subissato dalle chiamate

Ascoli, 23 febbraio 2020 - Oltre 400 chiamate negli ultimi due giorni. È il bilancio fornito dagli operatori della centrale operativa del 118 di Ascoli, letteralmente sommersi dalle richieste di informazioni da parte di cittadini allarmati per il dilagare dell'epidemia. Nonostante le rassicurazioni del direttore dell'Area Vasta 5 Cesare Milani - che ieri, in occasione della riunione dell'Unità di crisi per l'emergenza Coronavirus, ha escluso la presenza di casi sospetti nel piceno - la paura dilaga tra la popolazione.

A farne le spese è il personale del 118, subissato dalle continue chiamate che intasano la linea predisposta per le emergenze. «Solo questa mattina abbiamo ricevuto centinaia di telefonate – spiegano gli operatori sanitari – si tratta esclusivamente di persone preoccupate, che chiedono informazioni sul Coronavirus. Non è però il 118 il numero da digitare per questo scopo, ma il 1500».

Il Ministero della salute ha infatti istituito il numero di pubblica utilità 1500, gratuito da fissi e cellulari e attivo 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20. Il 118 va chiamato solo per segnalare l'effettiva presenza di casi sospetti e di sintomi riconducibili al virus. In questo caso si valuteranno le singole situazioni e si predisporrà l'eventuale intervento a domicilio con l'effettuazione del test.

«Abbiamo bisogno della collaborazione dei cittadini. Se continuano a chiamarci non riusciamo a rispondere ai veri casi di emergenza. Per avere delucidazioni si può fare riferimento alla stampa o al web, oppure chiamare il numero apposito. Il 118 va composto unicamente da chi sia stato nelle zone del focolaio e presenti dei sintomi». È inoltre opportuno ribadire che, in caso di dubbi rispetto al proprio stato di salute, non bisogna assolutamente recarsi al Pronto Soccorso, in ospedale, o negli studi medici.