Ladro in una foto d'archivio Ravaglia
Ladro in una foto d'archivio Ravaglia

Ascoli, 7 giugno 2019 - Erano in quattro, erano stati soprannominati la “banda del foro” e avevano il loro quartier generale a Porto Sant’Elpidio. Quando, però, si erano accorti di avere alle costole carabinieri e polizia, si erano rifugiati in Campania, credendo di riuscire a farla franca, così come una loro complice che si era di fatto trasferita a Civitanova Marche.

Lo stratagemma, però, non ha funzionato, perché con un’operazione congiunta, questa mattina all’alba, sono state eseguite le misure cautelari emesse del gip del tribunale di Fermo e i cinque, tutti albanesi, sono finiti in manette.
La caccia al donna, M.O., un’entraineuse di 28 anni, si è conclusa a Civitanova Marche dopo due giorni di attività, che ha visto impegnati i carabinieri del Reparto operativo di Fermo, con l’ausilio dei colleghi della Compagnia di Civitanova Marche. In Campania invece ad operare sono stati i militari della Compagnia di Cerreto Sannita, insieme agli uomini della squadra mobile della polizia di Fermo e di Benevento.

Per tutti le accuse sono di furto e rapina in concorso. I colpi erano stati messi a segno a Monte Urano, Monte San Pietrangeli, Grottazzolina, San Benedetto del Tronto, Monte San Giusto, Monteprandone e Pollenza, sempre con la stessa tecnica, cioè praticando un buco sul muro per poi introdursi in attività, imprese e abitazioni. Altri colpi in provincia di Ascoli, Macerata e Caserta. 

L’attività di indagine era partita nel maggio 2018, quando i carabinieri, percorrendo un filone di indagine intrapreso dai colleghi campani per due rapine a mano armata, avevano individuato la “banda del foro”, provvedendo a bloccare i malviventi tra Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare e recuperando una Fiat Uno, una Seat Ibiza, oggetto di furto a Grottazzolina e Pollenza, 1.400 euro in contanti e diversi monili in oro, provento di furto in alcune abitazioni.

Un'altra cospicua somma di denaro era stata poi rinvenuta all’interno del covo utilizzato dalla banda, un appartamento preso in affitto a Porto Sant’Elpidio e nella disponibilità della ragazza che assisteva gli altri componenti del gruppo e con i quali collaborava fattivamente nell’esecuzione dei furti. In quella circostanza, non sussistendo la flagranza di reato, tutti erano stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Fermo.

Il particolare modus operandi dei malviventi era caratterizzato dalla 'tecnica del foro', che consiste nel praticare dei fori negli infissi delle finestre con trapani a mano, per poi inserirvi congegni metallici destinati ad aprirle dall'interno.

L'attività di polizia e carabinieri ha permesso di recuperare 45mila euro in contanti, monili in oro e orologi di valore.