Abram Terz, al secolo Andrej Donatovic Sinjavskij, scriveva che nel segno della croce il popolo russo univa il cielo alla terra. È anche il gesto richiesto da don Alberto Forconi ai partecipanti all’iniziativa Tempo del Creato. Non solo di segnarsi, ma di inginocchiarsi e di toccare madre terra. Micro e macrocosmo che s’abbracciano. È domenica 12 settembre. L’appuntamento è davanti alla chiesa dell’abbadia di Fiastra. Le linee cistercensi del tempio sono semplici. Vennero monaci architetti...

Abram Terz, al secolo Andrej Donatovic Sinjavskij, scriveva che nel segno della croce il popolo russo univa il cielo alla terra. È anche il gesto richiesto da don Alberto Forconi ai partecipanti all’iniziativa Tempo del Creato. Non solo di segnarsi, ma di inginocchiarsi e di toccare madre terra. Micro e macrocosmo che s’abbracciano. È domenica 12 settembre. L’appuntamento è davanti alla chiesa dell’abbadia di Fiastra. Le linee cistercensi del tempio sono semplici. Vennero monaci architetti dalla Francia per realizzarla. Oggi i cistercensi se ne sono andati. Ma il luogo respira ancora serenità e rispetto della natura. L’arcidiocesi di Fermo e la diocesi di Macerata lo hanno scelto perché incarna bene i concetti espressi da papa Francesco nella Laudato si’. Se fossimo più attenti avremmo massimo rispetto per quel che ci circonda. Le persone continuano la creazione di Dio. E la domenica, dice il sacerdote, è giorno di nuova creazione. Si parte. Siamo una cinquantina. Faccio un calcolo ad occhio: età media sui 55 anni. Sono le 7,45. Il sole si sta alzando e colpisce l’abside della chiesa orientato ad est. Si cammina in piano, qualcuno con scarponi da trekking, altri con semplici scarpe da tennis. "Buon giorno" augura sorridente don Alberto ad una coppia di giovani a spasso con il cane. Accano al prete c’è mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo emerito di Fabriano, inventore del pellegrinaggio Macerata-Loreto. La natura è rigogliosa. Il parco è stupendo. L’invito è a guardarci e goderne. "Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro di dirà". La frase di san Bernardo campeggia da un cartello di un viottolo laterale. Purtroppo, non stiamo ascoltando queste voci e la natura, aggiunge don Alberto, si ribella, "dobbiamo proteggere la casa comune come fosse casa nostra". C’è un campo arato da poco: le zolle rivoltate, la terra respira. Si sente odore di letame. Il letame ha la stessa radice di letizia: è letizia per la terra che si nutre di esso. Ci fermiamo davanti al recinto dei cavalli. "Forza, potenza, velocità, resistenza", così li ha definiti Lindo Ferretti. Siamo diretti alla confluenza del rio Entogge con il fiume Fiastra. Scendiamo. Il gruppo s’è ingrossato. Le acque si uniscono. Sembra di stare sulla riva del Giordano. È pronto un altare. Il vescovo dirà messa. Mons. Vecerrica insisterà sull’educazione nostra e dei giovani. E lancia la proposta: che l’Abbadia di Fiastra diventi la Casa della Laudato si’.

Adolfo Leoni