Mario Lelli aveva 72 anni
Mario Lelli aveva 72 anni

Castel di Lama, 20 giugno 2016 - Commozione e lacrime nella parrocchia di Villa Sant’Antonio per l’ultimo saluto a Mario Lelli. La sua scomparsa, a 72 anni, ha sorpreso e destato commozione nelle province di Ascoli e Fermo.

Per anni è stato uno degli imprenditori di maggior successo delle Marche e non solo. Vendeva 5mila Automobili Fiat ogni anno e la concessionaria Autolelli era la quarta in Italia per fatturato.

Un successo clamoroso che aveva portato l’imprenditore di Castel di Lama ad investire anche nel calcio costruendo la favola della Truentina arrivata ad un passo dalla serie C2. Una concessionaria a Castel di Lama, ma anche succursali ad Ascoli, Porto San Giorgio e Amandola per un totale di oltre settanta dipendenti.

Molti di questi percorrevano le strade della provincia in lungo e in largo con le auto di servizio con le fiancate timbrate dal marchio Autolelli. Una operazione di marketing gigantesca che ha fatto la fortuna della concessionaria. Un impero automobilistico che aveva portato Lelli tra i big di casa Fiat, spesso ricevuto anche a Torino dalla famiglia Agnelli che ne apprezzava le qualità umane e imprenditoriali. Lo slogan ‘l’incredibile è di serie’ ha fatto il giro del mondo e l’adesivo Autolelli dietro tutte le auto vendute è diventato un marchio di garanzia e di qualità.

Non solo. Autolelli è stato per un decennio lo sponsor di una serie di squadre di sport più incredibili. Mario Lelli negli anni ‘90 ha interpretato al meglio quel ruolo di mecenate capace di far sopravvivere team di ciclismo, di calcio femminile, di bocce, di pallavolo, di calcio balilla, di tiro con l’arco, di rugby, di pattinaggio, di pallacanestro e naturalmente di calcio anche amatoriale. Quel marchio stampato sulle maglie ha fatto la fortuna di tanti ragazzi che hanno praticato il loro sport preferito proprio grazie alla sponsorizzazione della concessionaria Fiat più famosa delle Marche.

Ma Lelli sponsorizzava anche le feste parrocchiali, le sagre di paese, i fuochi di Sant’Emidio. Una concessionaria simbolo, perché Lelli non assicurava solo la vendita iniziale, accettando qualsiasi tipo di usato in cambio, ma seguiva poi la manutenzione dell’auto con scrupolosità e massima cura.

Una favola, insomma, che purtroppo non ha avuto il lieto fine. Qualcuno ha detto che i problemi dell’Autolelli sono nati proprio nel momento in cui Mario si è appassionato al calcio. La Truentina Castel Di Lama, la sua creatura, lo ha portato ad onerosi investimenti, ma lui non si è mai pentito anzi, la delusione di quel sogno chiamato C2 sfumato nello spareggio finale, non lo ha mai abbandonato. A sancire la parabola discendente della sua attività imprenditoriale è stata la crisi dell’auto con la casa madre che ha cominciato a chiedere alle concessionarie di acquistare le auto anticipatamente e a indebitarsi con le banche.

Auto che spesso poi rimanevano nei saloni invendute con capitali praticamente fermi sotto la polvere. Un declino che ha portato anche a una lunga vicenda giudiziaria che ha certamente influito sullo stato di salute di Mario Lelli. Mai avrebbe voluto privare uno solo dei suoi dipendenti dello stipendio, eppure sono iniziate a saltare le prime mensilità, a saltare i pagamenti dei fornitori fino al doloroso fallimento. E la malattia è diventata sempre più invasiva fino al triste epilogo.

Valerio Rosa