Bologna, 4 luglio 2019 - A dieci anni dal disastro di Viareggio le Ferrovie continuano a investire in Alta Velocità, mentre il resto della rete, specie i treni regionali, è sotto i parametri Ue. Alcuni treni hanno i climatizzatori fuori uso, i nuovi fanno fatica a rinfrescare se sono affollati. E sulla sicurezza i timori restano: a differenza della Svizzera, in galleria, é ammesso il passaggio di due treni AV in contemporanea. Investire sui regionali e in sicurezza é un imperativo.
Mario Leone, Modena 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Storicamente i treni regionali e destinati ai pendolari sono sempre stati i più sofferenti. Però va dato atto a Trenitalia e ai gestori locali che negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante sulla sicurezza, sulla pulizia e sulla modernizzazione e affidabilità dei convogli. Nel 2017 il ministero dei Trasporti (Delrio) ha stanziato 640 milioni per il rinnovo dei mezzi e i risultati sono arrivati. Dal 1 luglio alcuni di questi mezzi sono già operativi. Si tratta dei Regionali 2290 e 2282 (partenza da Bologna alle 5.28 e alle 13.50), e i regionali 2275 e 2283 (partenza da Milano alle 9.20 e alle 17.20, a cui si aggiungeranno i Regionali 2274 (partenza da Bologna alle 5.50) e 2277 (partenza da Milano alle 11.20 14.10). Fra le stazioni servite ci sono anche Modena, Reggio Emilia, Parma, Fidenza, Fiorenzuola, Piacenza, Lodi, Milano Rogoredo e Milano Lambrate. Trenitalia ha chiamato questi treni Rock. E’ una svolta significativa che speriamo non sia una tantum. E’ la strada giusta, anzi il binario giusto, nel rispetto di migliaia di persone che usano il treno per andare al lavoro o per poter studiare.

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