Bologna, la festa del 25 aprile al Pratello (FotoSchicchi)
Bologna, la festa del 25 aprile al Pratello (FotoSchicchi)

Bologna, 26 aprile 2020 - C’è il sole. È primavera. Ed è la festa della Liberazione. Ma il Coronavirus ci tiene prigionieri in casa, costretti a celebrare i 75 anni trascorsi da quando l’Italia è stata liberata dal nazifascismo cantando affacciati alla finestra ‘Bella ciao’. Non tutti però si sono attenuti alle restrizioni. Tanti, ieri mattina in particolare, sono usciti in strada, violando le disposizioni che impongono, ancora almeno per una settimana, questi arresti domiciliari sanitari. E al Pratello, il cuore pulsante bolognese di ogni 25 aprile, in molti si sono ritrovati per assistere alla deposizione della corona ai caduti (video).

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Erano le 10 del mattino quando il presidente del quartiere Porto-Saragozza Lorenzo Cipriani, arrivato per l’omaggio, li ha visti, e ha improvvisato un brevissimo discorso. Erano almeno in una trentina: chi con la mascherina, chi senza, hanno intonato anche loro ‘Bella ciao’. Prima che qualche residente chiamasse i carabinieri. I militari sono passati per un sopralluogo, ma nessuno dei presenti, malgrado la normativa che impone ancora di stare a casa se non per motivi urgenti, è stato sanzionato e. Qualche minuto dopo, il Pratello era comunque di nuovo quasi deserto. Una parentesi che ha suscitato proteste sui social e reazioni politiche, con utenti che parlano di mancanza di rispetto e responsabilità: "Abbiamo famigliari all’ospedale che combattono per la vita e muoiono da soli senza un parente e non possiamo fare funerali... e loro stanno tutti in gruppo insieme come non fosse successo niente".

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Francesco Sassone, capogruppo in Comune di Fratelli d’Italia, ha parlato di situazione assurda: "Le regole di convivenza civile valgono solo per noi cittadini comuni?", si è chiesto il consigliere. Anche la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini ha commentato l’accaduto, criticando soprattutto l’atteggiamento del presidente Cipriani e definendo "intollerabile" la decisione del presidente di quartiere di tenere un discorso, "prolungando dunque la presenza delle persone in strada. Auspico che le Istituzioni assumano un atteggiamento fermo di condanna per quanto accaduto: i cittadini, da settimane, sono chiamati a sacrifici enormi e non si può lasciar passare il messaggio che, in questo frangente, in fondo, si possa anche chiudere un occhio. Le regole devono valere sempre e per tutti". Critica anche Valentina Castaldini, capogruppo di FI in Regione: "Mortificati così i valori della resistenza", ha detto. Alla polemica ha risposto l’Anpi Pratello, dicendo che una simile situazione non era prevista e che molti erano lì di passaggio.

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Sempre in mattinata, in piazza dell’Unità, qualche decina di persone si è ritrovata per un ‘corteo virtuale’ per la libertà, organizzato dalla rete antifascista bolognese: i partecipanti, intorno a mezzogiorno e mezzo, sono tornati a casa. Anche nel pomeriggio di questo anomalo 25 aprile si sono registrate più persone in strada che negli scorsi giorni, non solo a Bologna, ma anche in provincia. Così a Medicina, paese che da venerdì non è più zona arancione, che ha festeggiato quest’anno, in questo modo, una doppia Liberazione. Non sono mancati neppure gli antagonisti: un gruppo, intorno alle 19, si è ritrovato di fronte al vecchio Xm24 di via Fioravanti. A ricordare di non eccedere nell’entusiasmo, perché ancora non siamo fuori dall’emergenza Coronavirus, non sono mancati i controlli delle forze dell’ordine, anche con l’utilizzo dell’elicottero della polizia che ha volteggiato sopra al centro storico. La polizia stradale, invece, è stata impegnata, con l’ausilio del Reparto mobile, in posti di controllo anche in autostrada: centinaia le auto controllate, poche le sanzioni.