Bologna, la polizia scientifica al lavoro sul luogo dell’accoltellamento (FotoSchicchi)
Bologna, la polizia scientifica al lavoro sul luogo dell’accoltellamento (FotoSchicchi)

Bologna, 10 dicembre 2019 – Una coltellata al fianco destro, profonda. E un taglio, superficiale, all’altezza dello sterno. Ha trenta giorni di prognosi Valentino C., 35 anni, il tifoso del Milan che, domenica sera, mentre usciva dallo stadio Dall’Ara, poco prima di raggiungere i tornelli, è stato avvicinato e colpito con due fendenti da un altro ultrà rossonero, subito individuato e bloccato dalla Digos. Erano circa le 22,40 e l’aggressore, B. M., mantovano di 34 anni, è stato fermato mentre correva a prendere il pullman per tornare a casa. Al termine degli accertamenti, il trentaquattrenne, che aveva ancora con sé un coltello a serramanico (forse proprio usato per ferire l’altro), è stato denunciato per lesioni pluriaggravate e porto illegale di armi. Il coltello era pulito: è stato sequestrato e la Scientifica dovrà analizzarlo.

Sia la vittima, che adesso è ricoverata al Maggiore in terapia intensiva, che l’aggressore, sono volti conosciuti alla Digos milanese, hanno precedenti per reati da stadio ed entrambi, in passato, avevano ricevuto dei Daspo. Ed è in questo ambito che si concentrano adesso le indagini della Squadra tifoserie bolognese, per arrivare a ricostruire il movente che ha portato al ferimento. Quello che risulta è che anche B. M. abbia dovuto fare ricorso, l’altra sera, alle cure dei sanitari del 118, dopo essere stato colpito con un pugno in faccia. La polizia, che sta visionando fotografie e video registrati allo stadio durante tutta la partita, sta lavorando per capire anche l’esatta sequenza dei fatti. Ossia, se la lite sia iniziata già sugli spalti (dove ipoteticamente potrebbe essere stato colpito il mantovano) e poi culminata ai tornelli; oppure se l’accoltellatore sia stato pestato dagli amici della vittima dopo aver sferrato le coltellate.

Il ‘movente’, come detto, non è chiaro. Sul momento voci di curva avevano riferito che i due fossero venuti alle mani per la proprietà di un ‘trofeo’, un paio di pantaloncini lanciati sugli spalti da un giocatore. Questa versione, non confermata, lascia molto perplessi gli investigatori. Un’altra ipotesi, molto più valida, è che si sia trattato di un regolamento di conti per precedenti rancori. In particolare, il mantovano sarebbe stato picchiato la scorsa settimana, al termine della partita Parma-Milan, dal gruppo di ultras rossoneri ‘Nervi tesi’ di cui fa parte il trentacinquenne accoltellato. La lite sarebbe nata per motivi più che futili: la disposizione dei tifosi dei vari gruppi sui bus navetta diretti allo stadio di Parma, non rispettata - a quanto pare - dal mantovano. Diverse situazioni di attrito, insomma, adesso al vaglio della Digos di Bologna, che sta lavorando con la collaborazione dei colleghi di Milano, ascoltando anche le testimonianze di altri tifosi e addetti ai lavori che hanno assistito alla scena domanica sera.