Bologna, 19 giugno 2020 - Uno che non rinuncia mai, che non si dà mai per vinto e che, anzi, vince e stravince, uno che affronta ogni cosa con il sorriso, trasformando le difficoltà in punti di forza. Ecco perché Alex Zanardi, il grande campione coinvolto oggi nel Senese in un gravissimo incidente, è un personaggio che sa unire come pochi personaggi dello sport. Impossibile trovare qualcuno che non lo stimi e non lo rispetti, qualcuno che non lo indichi come esempio.

Ha cominciato la sua scalata con l'automobilismo: si è laureato campione Champ Car (quando ancora si chiamava Cart) nel 1997 e 1998 e campione italiano superturismo nel 2005. Nel paraciclismo, invece, ha conquistato quattro medaglie d'oro e due d'argento ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016, oltre a otto titoli ai campionati mondiali su strada. Inoltre

Zanardi è anche un collezionista di record e cerca sempre, in ogni specialità in cui si cimenta, di 'andare oltre'. Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, Zanardi è cresciuto a Castel Maggiore. Dal 2005 si è trasferito con la famiglia in provincia di Padova.

Fin da piccolo, ha coltivato la passione per i motori, nonostante la famiglia fosse contraria a causa di un incidente stradale che era costato la vita alla figlia maggiore Cristina nel 1979. Il talento del giovane Alex si palesò da subito, fin dalle gare sui kart dove incrociò anche Michael Shumacher. Per il bolognese il grande salto avvenne nel 1990 quando entrò in Formula 3000 e l'anno dopo venne schierato nel team di Eddie Jordan in Formula 1, anche se con risultati non eccelsi.

l momento decisivo della sua vita, quando cambiò tutto, è il 15 settembre 2001. A undici giri dal termine nella pista del Lausitzring, circuito di due miglia, Alex perse il controllo della vettura, che rientrò in pista proprio al passaggio del pilota italo-canadese Tagliani. Dall'urto, la Reynard Honda di Zanardi venne spaccata in due. Dopo essere stato in coma si salvò miracolosamente (gli avevano già dato l'estrema unzione), ma gli dovettero amputare le gambe.

Come una fenice, ha saputo risoregere e tornare a livelli che, anzi, prima non era riuscito a raggiungere. E' stato campione italiano di automobilismo nel campionato di superturismo nel 2005, ha conquistato quattro medaglie d'oro ai Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2016 e otto titoli ai campionati mondiali su strada nel paraciclismo. Nel 2010 Zanardi si è cimentato anche in una nuova esperienza, quella di conduttore televisivo di 'E se domani' su Rai3, una trasmissione di divulgazione scientifica in onda in prima serata. Nel 2012 il bolognese ha partecipato alle Paralimpiadi di Londra, gareggiando ora sulle tre ruote dell'handbike e vincendo la medaglia d'oro per la prima volta nella sua carriera sportiva. Il 12 ottobre 2014 alle Hawaii, ha partecipato alla più importante gara al mondo di triathlon, Ironman, che prevede 3,8 km da percorrere nuoto, 180 km con la handbike e 42 km con la carrozzina olimpica. Portare a termine questa gara è già un successo per ogni partecipante.

Nel 2016, a quasi cinquant'anni, il bolognese è tornato alle Paralimpiadi, conquistando a Rio de Janeiro un oro nella handbike. Successivamente ha guadagnato ancora l'oro con la squadra azzurra, nella handbike prova su strada staffetta mista. L'ultima impresa il 22 settembre dello scorso anno, a un mese dal suo 53esimo compleanno, quando Zanardi ha stabilito il nuovo record mondiale di triathlon paralimpico all'Ironman di Cervia (video): 8 ore 25 minuti e 30 secondi. Un record, stabilito a pochi giorni di distanza dalla conquista dei due ori e un argento ai mondiali di paraciclismo di Londra, che apparteneva allo stesso Zanardi.