Una casa di riposo in una foto d'archivio
Una casa di riposo in una foto d'archivio

Bologna, 25 gennaio 2020Ci sono quei lividi sospetti, quelle ecchimosi ai polsi e alle caviglie. Poi quella frattura alla clavicola riconducibile a un trauma importante. Ferite sulle quali gli inquirenti vogliono vederci chiaro anche se, da quanto emerge, una certezza sulla tragica fine del pensionato di 82 anni, morto mercoledì all’ospedale di Bazzano, ci sarebbe già: il motivo del decesso, dovuto all’età e alla polmonite. Cause naturali e nessuna morte violenta, anche se i punti da chiarire sono ancora molti. E per questo è stato aperto un fascicolo conoscitivo contro ignoti, al momento senza ipotesi di reato.

Il decesso del pensionato è avvenuto nel reparto di Medicina dell’ospedale di Bazzano. Lì era arrivato da una casa famiglia del territorio dove si trovava già da qualche tempo. I primi a segnalare l’accaduto all’autorità giudiziaria sono stati gli operati dell’Ausl. Il motivo? Alcune ecchimosi sospette ai polsi e alle caviglie e una frattura alla clavicola. Così, "al fine di accertare le possibili cause delle lesioni traumatiche, – ha spiegato la stessa Ausl in una nota – già rilevate al momento dell’arrivo in pronto soccorso, l’Azienda ha provveduto a segnalare il caso".

’anziano era già affetto da un quadro di decadimento cognitivo dovuto all’età, al tutto poi si è aggiunta anche la polmonite. La Procura ha delegato le indagini ai carabinieri della Compagnia di Borgo Panigale, i quali hanno sequestrato l’intera cartella sanitaria dall’ospedale di Bazzano, oltre a una serie di documentazioni dalla clinica privata dove l’82enne si trovava prima del trasferimento al nosocomio. La salma, al momento, è sotto sequestro, a disposizione della magistratura per gli accertamenti medico-legali.

La vicenda di Bazzano ha fatto tornare alla mente due recenti inchieste: sulla casa famiglia ’Il Fiore’ di San Lazzaro di Savena e quella legata al ’Fornello’ di San Benedetto Val di Sambro. A novembre scorso è stato condannato a otto anni in abbreviato, con l’accusa di maltrattamenti e lesioni, l’infermiere titolare della casa famiglia di San Lazzaro, dopo il caso scoppiato un anno e mezzo prima: secondo l’accusa, il titolare assieme ad altri operatori avrebbe somministrato farmaci per sedare gli anziani e li avrebbero anche malmenati e insultati. Uno scenario simile a quello imputato al titolare della casa famiglia di Madonna dei Fornelli, in Appennino: anche lui condannato in abbreviato, lo scorso dicembre, a 6 anni e 8 mesi (tra le accuse, anche quella di violenza sessuale) oltre all’interdizione dai pubblici uffici, assieme alla moglie, a sua volta condannata a tre anni e quattro mesi per maltrattamenti.