Le operazioni di disinnesco della bomba
Le operazioni di disinnesco della bomba

Bologna, 8 aprile 2018 - E' stata una lunga, lunghissima giornata per le migliaia di persone coinvolte nel disinnesco un ordigno bellico (VIDEO), risalente alla seconda guerra mondiale e in cattivo stato di conservazione, rivenuto in terreno di proprietà privata, tra le vie Zanardi e Bovi Campeggi, nelle vicinanze del sottopasso ferroviario.

L’operazione di bonifica è iniziata puntualmente alle 9, ma si è protratta molto più a lungo del previsto, tenendo fuori casa fino alle 17,30 circa oltre 9000 persone che abitano nella 'zona rossa' (un raggio lineare di 800 metri dal cantiere).

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A complicare le operazioni è stata la difficoltà a disinnescare le due spolette della bomba bellica: per la prima, il robot degli artificieri dell'Esercito non ha avuto problemi, mentre invece per la seconda spoletta sono dovuti intervenire manualmente gli artificieri, cosa che ha allungato notevolmente i tempi.

I tempi così lunghi hanno creato non pochi disagi, soprattutto al traffico aereo. Al Marconi sono una quarantina i voli in arrivo e in partenza che hanno subito ritardi o cancellazioni, con in conseguente caos per i passeggeri. E anche in stazione si registrano disagi a causa dei treni deviati.

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Una volta disinnescata la seconda spoletta, la 'zona rossa' è stata riaperta. L'ordigno verrà trasportato domani nella cava di Pianoro dove è prevista l'esplosione controllata.

A gestire l'intera operazione di disinnesco e il conseguente brillamento sono stati  gli artificieri dell'Esercito provenienti dal Reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore. L'ordigno, una bomba d'aereo MK IV da 500 libbre (213 kg, di cui 66 kg di esplosivo ad alto potenziale),era stato messo in sicurezza dai genieri dell’Esercito intervenuti, già dal 15 marzo, per circoscrivere l'area e realizzare attorno alla bomba una struttura di protezione (FOTO).

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Durante tutte le operazioni di disinnesco i 9.401 residenti della danger zone, sono stati fatti sfollare a titolo precauzione. Si tratta di 5.694 famiglie, di cui 1.270 con over 75. Per i cittadini coinvolti, sono stati allestiti sei punti di accoglienza (tre al Navile e tre al Porto-Saragozza) accessibili dalle 7 e fino a cessate esigenze. Per sicurezza sono rimasti chiusi anche  il Museo d'Arte Moderna MAMbo e il Museo Morandi e sono state inaccessibili anche 48 strade (qui la mappa completa), con anche deviazioni per gli autobus (qui il vademecum). Tutte le informazioni sono reperibili su www.tper.it/bomba.