Bologna, 26 febbraio 2021 - Arancione scuro, quasi un lockdown si può dire, per la nostra città e i Comuni dell’area metropolitana. Il provvedimento per contrastare la diffusione del Covid, da domani al 14 marzo, è dettato dai numeri: da una parte i 672 nuovi contagi, il massimo di casi dall’inizio della pandemia, sottolinea in mattinata, in commissione Istruzione di Palazzo d’Accursio, Paolo Pandolfi, il direttore della Sanità pubblica dell’Ausl, dall’altra la proiezione sui ricoveri degli esperti dell’Alma Mater.

La proiezione dei dati, "elaborata dal gruppo di esperti dell’Università, presenta scenari che, a seconda delle limitazioni agli spostamenti dei cittadini, prevedono nelle prossime settimane una occupazione di letti ospedalieri dedicati al Covid – precisa in serata Paolo Bordon, il direttore generale dell’Ausl – che oscilla da un minimo di 800 a un massimo di mille, a fronte di una dotazione odierna di 646".

Purtroppo, tra i ricoverati per Coronavirus c’è anche una ragazzina di 11 anni. È arrivata in ambulanza al Sant’Orsola da Ferrara nella notte tra martedì e mercoledì e, senza neppure passare dal Pronto soccorso, è stata portata in terapia intensiva e intubata: è in prognosi riservata. Al momento, pare che non le siano state riscontrate altre patologie. Il trasferimento al Policlinico è stato disposto da un ospedale che si trova al di fuori della provincia bolognese.

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L’ingresso in zona arancione scuro, è stato deciso nel pomeriggio nel corso di una riunione a distanza di tutti i sindaci della Città metropolitana insieme a Regione e Ausl. Ma la misura di contenimento non è giunta come un fulmine a ciel sereno. Già lunedì Lorenzo Chiari, coordinatore per l’Unibo di del gruppo di lavoro formato da ingegneri, fisici, informatici e statistici, aveva anticipato che senza l’ingresso in zona arancione "i nuovi contagi sarebbero raddoppiati, arrivando a 800", mentre ieri osservava che "adesso, con la variante inglese sopra il 70% dei casi, il virus ha messo il turbo, e da questa soluzione ora ci aspettiamo aspetti benefici".

Quindi, sono stati giorni di verifiche e confronti. Il primo a dare la notizia del provvedimento, quando erano passate da poco le 17, è stato Giampiero Veronesi, sindaco di Anzola Emilia: una decisione giustificata "dall’aumento esponenziale dei contagi su tutta la provincia di Bologna e il conseguente probabile collasso, nel breve periodo, delle strutture sanitarie".

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Poco dopo entra nel dettaglio il sindaco metropolitano, Virginio Merola: la misura è stata presa "sulla base di dati scientifici e di numeri precisi che ci ha fornito l’Azienda sanitaria". Poi prosegue così: "Visto l’aumento veramente alto dei contagi nella fascia delle scuole elementari e medie, abbiamo condiviso anche la misura della chiusura delle scuole, a partire dalle elementari e fino alle superiori. Anche l’Università passerà alla didattica a distanza al 100 per cento". La sospensione delle lezione scatta da lunedì.

"Al Governo chiediamo di introdurre i congedi straordinari anche per i genitori delle zone arancione scuro – aggiunge il sindaco – e sappiamo che ci sarebbe una disponibilità in tal senso". E, "per fermare una curva che preoccupa", Merola invita i cittadini a "limitare il più possibile gli spostamenti, di muoversi nel rispetto dell’ordinanza che vieta di andare in altre case, da parenti o amici, se non per casi di necessità, di tornare ad andare a far la spesa un solo componente per famiglia".

Si rivolge al sindaco Daniela Pascucci, socia della cooperativa che gestisce Ca’ Shin, dopo un pomeriggio di assembramento a Parco Cavaioni, al punto che ha ripreso i ragazzi sparsi nel prato, quasi tutti senza mascherina: "Chiuda i parchi. Se continua così noi non riapriremo mai. Ho chiamato i vigili, ma dicono che sono in pochi e non riescono a intervenire su così tante persone".
 

Bordon, oltre a mettere in sicurezza gli ospedali, ha altri due obiettivi: "Maggiori restrizioni alla circolazione delle persone per limitare la diffusione del virus e proteggere, in particolare, le classi di età che in questo momento registrano i dati più alti di diffusione del contagio". Il manager ricorre ai numeri: "L’andamento della pandemia ha fatto registrare, nella settimana tra il 15 e il 21 febbraio, una incidenza di 340 casi ogni 100mila abitanti, con una crescita costante osservata dall’inizio del mese, che si era aperto con un tasso di 200 casi ogni 100mila abitanti. In questo quadro, la classe di età che maggiormente ha registrato i più alti livelli di contagio è quella compresa tra 11 e 13 anni, con un tasso di incidenza di 535 casi ogni 100 mila persone". La Regione specifica che "non sono sospese le attività economiche, nei limiti delle regole consentite in fascia arancione, comprese quelle per i servizi alla persona", quindi sì ad asporto e consegne a domicilio per bar e ristoranti.