di Luca Orsi È stato presentato sabato il piano per acquisire il 100 per cento del capitale di Officine Maccaferri. L’offerta è stata formalizzata alla Seci – holding che controlla la storica azienda bolognese – da Ad Hoc Group (Ahg), capitanato da Carlyle, che è il secondo fondo di private equity al mondo. Secondo fonti di mercato, la proposta – considerata "molto solida, efficace e subito implementabile",...

di Luca Orsi

È stato presentato sabato il piano per acquisire il 100 per cento del capitale di Officine Maccaferri. L’offerta è stata formalizzata alla Seci – holding che controlla la storica azienda bolognese – da Ad Hoc Group (Ahg), capitanato da Carlyle, che è il secondo fondo di private equity al mondo.

Secondo fonti di mercato, la proposta – considerata "molto solida, efficace e subito implementabile", già con piena copertura – è da considerarsi "finale e non negoziabile". In altre parole, la palla ora è in mano alla Seci e alla famiglia Maccaferri, che dovranno decidere se accettare o meno l’offerta.

A quanto si apprende, Carlyle e Ad Hoc Group accompagnano l’offerta di acquisizione con l’impegno di un bridge financing da 40 milioni di euro. Si tratta di un finanziamento ponte, da erogare entro la fine dell’anno, per sopperite alle necessità di liquidità di Officine Maccaferri. E garantire in questo modo la continuità aziendale.

Sul versante strettamente industriale, Carlyle e Ahg si impegnano anche a mantenere l’attuale integrità del Gruppo e delle varie società controllate. Assicurando cioè, a quanto si apprende, che dopo l’eventuale acquisizione non vi sarà alcuna operazione di cessione di società.

Sempre secondo fonti di mercato, alla luce del contenuto e dei termini dell’offerta fatta, Carlyle e Ahg sono fiduciose che la proposta riceverà anche il supporto delle istituzioni: dal Tribunale, alla Regione, ai sindacati.

La crisi del gruppo Maccaferri è iniziata alcuni anni fa, intaccando prima i settori dell’energia e delle costruzioni. Poi ha travolto le altre attività del gruppo. Ora la proposta di Carlyle e Ahg potrebbe rappresentare una svolta. Pochi giorni fa, la Fiom aveva lanciato l’allarme ("stiamo andando verso il baratro"), definendo "inspiegabili" i ritardi nelle procedure di cessione su cui nei mesi scorsi si erano registrate "diverse manifestazioni di interesse". E, due giorni fa, Moody’s ha ritirato i rating di Officine Maccaferri per "ritardo nella pubblicazione del bilancio".

Aggiornamento Sì all'offerta Carlyle