Ha distrutto l’ufficio della Polfer e aggredito un agente, mandandolo all’ospedale. È successo l’altra sera negli uffici della polizia alla stazione centrale e l’uomo, dopo la convalida, in cui sono stati disposti i termini a difesa, è stato rimesso in libertà senza alcuna misura cautelare. L’uomo, un romeno di trent’anni, completamente ubriaco, stava...

Ha distrutto l’ufficio della Polfer e aggredito un agente, mandandolo all’ospedale. È successo l’altra sera negli uffici della polizia alla stazione centrale e l’uomo, dopo la convalida, in cui sono stati disposti i termini a difesa, è stato rimesso in libertà senza alcuna misura cautelare. L’uomo, un romeno di trent’anni, completamente ubriaco, stava infastidendo i viaggiatori, di passaggio in stazione, urlando e inveendo. Quando i poliziotti si sono avvicinati per invitarlo a tenere un comportamento più consono, lui ha iniziato a offendere anche loro. Motivo per cui è stato portato negli uffici, per procedere con la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Una volta dentro i locali della Polfer, però, l’uomo, invece di calmarsi, ha dato ancora di più in escandescenze, iniziando a spaccare tutto ciò che aveva a tiro. E, quando i poliziotti hanno provato a fermarlo, li ha aggrediti, ferendone uno e procurandogli lesioni guaribili in dieci giorni di prognosi. Alla fine, solo con l’intervento di altri poliziotti è stato possibile bloccare l’esagitato, che è stato arrestato per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciato per danneggiamento, oltre a essere segnalato per ubriachezza manifesta.

L’assenza di misure, al termine della direttissima, ha amareggiato Amedeo Landino, agente della Polfer e segretario del sindacato di polizia Siulp. "Questi epiloghi – ha commentato Landino – confermano la necessità di continuare con la nostra iniziativa ‘Staffetta delle tutele’ che, in cima alle priorità, ha proprio il tema delle aggressioni alle divise. Fin quando non ci sarà un interlocutore governativo che non ci ascolterà seriamente riguardo questa criticità – conclude il segretario – continueremo con la nostra mobilitazione permanente".

n. t.