Bologna, 24 maggio 2019 - Traffico bloccato per circa mezz'ora sui viali Masini e Berti Pichat: è il fulcro del corteo di circa mille studenti che hanno aderito al secondo Friday for Future (video), intitolato 'Strike for climate', spesso accompagnati da professori e insegnanti. Il corteo corteo (foto), ha sfilato per le vie della città, tra bandiere, cartelloni e striscioni e megafoni e sotto la guida ideale di Greta Thunberg, paladina della causa. “Su le mani per il pianeta”. Questo il telegrafico, ma potente coro scandito dagli studenti, seguito da “per il pianeta noi manifestiamo”, adattato alle note delle celebre 'Sarà perché ti amo', “There’s no planet B”. Per la musica, oltretutto, ecologia al massimo: pannello solare che ricarica la batteria. Ed ecco che si parte in direzione viale Masini. 

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"Più volte ci siamo riuniti. A Bologna i trasporti pubblici sono male organizzati, c'è un sovraccumulo inquinamento. È colpa dell’industria e di chi per vantaggio di pochi danneggia i territori. No cementificazione città e giù le mani dalle foreste”. Sono le parole pronunciate alla partenza, megafono in mano, dal portavoce del gruppo. L’intento di passare anche per i viali di circonvallazione cittadini, zona di traffico e inquinamento nevralgici, è un chiaro segnale dei manifestanti: “Blocchiamo questi viali” (video). 

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Detto e fatto: il tratto dei viali tra la stazione e porta Zamboni è rimasto bloccato per almeno mezz'ora, con mezza sede stradale invasa dal colorato corteo. Ma la concomitanza con la chiususa del tratto cittadino dell'A14 a causa di un incidente, ha causato non pochi problami alla circolazione della città. Dopo via Zamboni, i ragazzi hanno preoseguito per via Rizzoli e infine invaso pacificamente piazza Maggiore, dove il corteo si scioglie. Proprio nel chiostro del palazzo Comunale, in questo periodo, troneggia una scultura imponente contro l’utilizzo della plastica per salvare i mari.

“Ci prendiamo le strade della città perché non è giusto che ci siano solo automobili, la nostra Bologna deve essere pulita e vivibile”, gridano i ragazzi che, giunti alla svincolo con Porta Mascarella, proseguono sui viali. Quando scoccano le 10.20 lo slogan cambia. Mentre percorre viale Berti Pichat, il corteo urla: "Noi vogliamo aria a volontà", e poi "ci hanno rotto i polmoni”. Frasi che si aggiungono a numerosi striscioni e cartelli creativi. L’inventiva, per una buona causa, di certo non manca.