Da sinistra Bonaccini, Ubertini, Galletti e Merola
Da sinistra Bonaccini, Ubertini, Galletti e Merola

Bologna 1 giugno 2017 - Il G7 Ambiente «non finisce il 12 giugno». Da quel giorno, afferma Gianluca Galletti, ministro dell’Ambiente, «inizia per Bologna la grande sfida: diventare una capitale ambientale». Sarà questa la grande missione per la nostra città. «Il futuro – spiega Galletti – sarà nell’economia circolare, nelle energie rinnovabili, nella mobilità sostenibile. I primi territori che lo capiscono saranno i più competitivi. Noi l’abbiamo capito prima».

Galletti, ieri in Cappella Farnese, ha presentato il calendario di eventi pubblici organizzato in attesa del G7 Ambiente dell’11-12 giugno. Il vertice – che Galletti ha voluto si tenesse nella sua città – è la riunione intergovernativa tra i paesi più industrializzati della Terra. Presieduto dal governo, ha l’obiettivo di fare compiere alla comunità internazionale passi in avanti su tutti gli obiettivi ambientali.

La scelta è caduta su Bologna non per ragioni affettive. Ma perché «Bologna ha dimostrato di essere una città capace di fare squadra – spiega il ministro –. In questi mesi tutte le istituzioni e le realtà economico-sociali della città hanno dato la massima disponibilità e hanno lavorato insieme. Qui c’è un humus che permette di raggiungere risultati straordinari».

E per la città, afferma il ministro, il G7 Ambiente rappresenta «una grande opportunità». Per una settimana (come detto, il programma di eventi preparatori comincia lunedì) «parleremo di ambiente a 360 gradi, discutendo di economia, ricerca, innovazione, diseguaglianze sociali, spreco di cibo, povertà e immigrazione».

Quello di Bologna sarà un G7 «diverso dai precedenti», commenta Galletti. Il tema ambientale non viene visto solo come «tutela delle risorse, della terra e del mare». Ma, «sposando il concetto di ecologia integrale espresso da Papa Francesco», come «un grande tema mondiale, in cui il degrado dell’ambiente coincide con il degrado umano». Galletti si augura poi che, da Bologna, si rafforzi il concetto che «nelle politiche ambientali bisogna che si collabora tutti, con i nostri vicini di casa, perché o si vince insieme o si perde tutti».

Sul summit bolognese si allunga, in queste ore, l’ombra dell’uscita degli Usa dall’accordo sul clima di Parigi. Nulla è ancora ufficiale. E, al momento, la delegazione statunitense è fra quelle attese sotto le Due Torri per il G7 Ambiente. Comunque vada a finire, assicura Galletti, «l’Italia non cederà di un millimetro nella lotta ai cambiamenti climatici e nel percorso avviato a Parigi. E lo ribadiremo anche a Bologna».

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Nell’ospitare il G7 Ambiente, spiega il sindaco Virginio Merola, «due sentimenti ci hanno guidato: l’orgoglio e la responsabilità». L’orgoglio consiste «nell’aprire Bologna a un incontro di importanza mondiale». La responsabilità deriva «dal conoscere bene le difficoltà politiche, gli attriti e i contrasti su una questione così cruciale come la tutela del pianeta».

Stefano Bonaccini, presidente della Regione, ricorda come «in Emilia-Romagna abbiamo messo il rispetto dell’ambiente e un modello di crescita sostenibile al centro della nostra azione politica». Ospitare il G7 Ambiente a Bologna, «cuore della nostra regione, conferma a maggior ragione il nostro ruolo centrale su questi temi». L’Alma Mater, ricorda il rettore Francesco Ubertini, «ha inserito il tema della sostenibilità come direttrice del suo Piano strategico e ha collegato questo Piano agli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite nella sua Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile».