I saldi post-Covid non decollano. Ieri, nel primo giorno di sconti (e in certi casi super sconti), le associazioni di categoria lanciano l’allarme segnando incassi molto inferiori rispetto a quelli dell’anno scorso. Confesercenti calcola cali fino al 50 per cento rispetto alla partenza dei saldi 2019, mentre Ascom scatta una fotografia a tinte meno fosche, sebbene segnali una frenata attorno al 30 per cento. Giancarlo Tonelli, direttore Ascom Bologna, mostra comunque un cauto ottimismo: "La partenza dei saldi è in linea con le previsioni. E, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, possiamo...

I saldi post-Covid non decollano. Ieri, nel primo giorno di sconti (e in certi casi super sconti), le associazioni di categoria lanciano l’allarme segnando incassi molto inferiori rispetto a quelli dell’anno scorso. Confesercenti calcola cali fino al 50 per cento rispetto alla partenza dei saldi 2019, mentre Ascom scatta una fotografia a tinte meno fosche, sebbene segnali una frenata attorno al 30 per cento.

Giancarlo Tonelli, direttore Ascom Bologna, mostra comunque un cauto ottimismo: "La partenza dei saldi è in linea con le previsioni. E, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, possiamo evidenziare anche una buona affluenza di non bolognesi, comunque in misura maggiore rispetto ai weekend precedenti". C’è poi un problema di contesto. Non solo la pandemia, ma anche il fatto che i saldi sono partiti di sabato primo agosto, con temperature torride, e tanta gente al mare o in vacanza. "Senza contare che, a differenza degli altri anni, quando si partiva con i super sconti i primi di luglio, si arriva ai saldi dopo settimane di promozioni già al 20-30 per cento", spiega Tonelli.

Resta, però, il fatto che lo shopping stenta a ripartire come dovrebbe. Lo conferma l’analisi di Confesercenti Bologna che segnala come "i saldi nelle oltre 1.850 attività del settore abbigliamento e calzature di Bologna e provincia siano partiti male. E tali cali non siano compensati dalle vendite di luglio che hanno avuto un segno negativo". Da qui, il direttore Loreno Rossi, chiede "interventi urgenti per le attività del settore moda, senza i quali si rischia la chiusura di tante piccole attività".

Confesercenti critica anche la data di partenza dei saldi "che ha ulteriormente penalizzato le attività che non operano nelle località turistiche del mare o della montagna".

Tonelli di Ascom, invece, mette l’accento sul fatto che non basti un giorno solo per decretare il fallimento delle occasioni nei negozi: "Per un bilancio reale dobbiamo aspettare almeno giovedì e venerdì. Ieri era una giornata particolare, molti bolognesi sono partiti per il weekend, alcuni anche per le vacanze. Stiamo a vedere. Anche perché lo spostamento in avanti degli sconti ha anche qualche vantaggio". In primis, l’offerta più ampia.

"È chiaro che in questi giorni gli acquisti saranno concetrati sull’abbigliamento estivo, e quindi costumi, magliette, scarpe sportive. Ma, visto il periodo di lockdown, molti esercizi hanno mantenuto in promozione anche capi invernali, quindi la possibilità di shopping si allarga".

Rimane, però, il ’peso’ del Covid. Per questo Rossi di Confersercenti va oltre e chiede misure urgenti per il settore abbigliamento: "Sgravi fiscali, aiuti economici e calo di costi e adempimenti a cui sono sottoposte le imprese, a partire da benefici fiscali per le rimanenze di magazzino che devono valere per tutta la filiera e non solo per la produzione". Infine, "servono regole e tassazione uguali per il commercio online delle aziende multinazionali, per superare una competizione sleale che fa male al mercato", conclude Rossi.

Rosalba Carbutti