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7 mag 2022

I sindacati: "I codici bianchi? Nelle Case della salute"

I rappresentanti dei lavoratori: "Bisogna indirizzare chi ha problemi non urgenti verso strutture idonee per evitare inutili intasamenti"

Vittorio Dalmastri
Vittorio Dalmastri
Vittorio Dalmastri

Servono altre idee, non bastano le proposte della Regione per superare i problemi dei Pronto soccorso in Emilia-Romagna. Questo l’avviso della Cgil, dopo l’annuncio del pacchetto di provvedimenti che comprende anche la creazione di ambulatori per i casi meno gravi all’interno delle attuali strutture.

"È sufficiente – sostengono per Fp-Cgil Medici Vittorio Dalmastri e Marco Blanzieri – contare il numero di codici bianchi che si rivolgono ai Pronto soccorso per capire cosa non funzioni nel sistema e quali interventi siano necessari. A oggi sono migliaia le persone che tutti i giorni in Emilia-Romagna si rivolgono al Pronto soccorso chiedendo di usufruire prestazioni di base che nulla hanno a che fare con l’emergenza e con l’urgenza". Di conseguenza, "pur apprezzando le proposte della Regione, riteniamo che da sole non bastino e che sia necessario fare altro per dare risposta alle difficoltà e per evitare fughe di professionalità ed esperienze fondamentali per il nostro servizio sanitario regionale". Gli operatori sanitari di Fp Cgil suggeriscono di iniziare "da cose semplici e basilari, come evitare di assegnare ai medici dei Pronto soccorso, oltre alle normali funzioni, anche quelle di guardia ospedaliera, come spesso accade negli ospedali di piccole e medie dimensioni. Con il rischio di trovare fuori dalla struttura il medico che dovrebbe sostare in Pronto soccorso perché obbligato a controllare anche altri reparti, trovandosi poi in difficoltà nella gestione di un’emergenza improvvisa. E tornando a sviluppare i protocolli per la gestione dell’emergenza territoriale, per garantire la massima efficacia ed efficienza utilizzando in maniera proficua i medici dipendenti all’interno del Pronto soccorso".

Inoltre, sollecitano ancora i rappresentanti del sindacato, "va aperta una discussione sul decreto ministeriale numero 71 per la riorganizzazione della rete territoriale delle cure primarie, indirizzando chi ha problemi non urgenti-emergenti verso strutture idonee per evitare inutili intasamenti. Provando a capire se è bene che eventuali ambulatori di gestione dei codici bianchi rientrino nei Pronto soccorso (come nella proposta della Regione) o all’interno delle Case della salute (come immaginiamo noi) evitando così di legittimare flussi di prestazioni che provocano ulteriori intasamenti".

Infine, "riteniamo anche fondamentale progettare la necessaria formazione-informazione nell’utilizzo dei servizi – concludono – uscendo dalla logica punitiva del superticket nei confronti di chi si rivolge erroneamente al Pronto soccorso, ed entrando in quella dell’uso consapevole della rete dei servizi".

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