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27 apr 2022

La triste primavera del Lido abbandonato

In ritardo il bando comunale per la gestione del chiosco. Nessuno cura l’area a ridosso della Chiusa, mentre l’estate è alle porte

Com’è triste il Lido di Casalecchio in questi giorni d’inizio primavera, nei quali questa ‘spiaggia dei bolognesi’ veniva tradizionalmente presa d’assalto da centinaia di avventori a caccia di uno spazio verde sulla sponda del Reno per un picnic o per la prima tintarella. Erba alta, chiosco chiuso, bidoni traboccanti di rifiuti, recinzioni di cantieri e un vago senso di abbandono avvolgono invece questi due ettari di alberi e prati con vista San Luca, Chiusa e Talon. Col risultato che anche il 25 aprile tutta l’area di proprietà comunale che dall’Isola verde si estende fino al Canoa Club era deserta.

"Di questi tempi qui era tutto esaurito, i parcheggi pieni e anche affollamenti eccessivi", racconta un affezionato del Lido che si aggira davanti alle cabine malandate e ai pali smontati del beach volley. Terra di nessuno dal biennio di pandemia, dove secondo i residenti sono invece tornati tossici e spacciatori. Così le forze dell’ordine ricevono le segnalazioni preoccupate dei cittadini. E il chiosco, che con una presenza costante ha sempre garantito un presidio, resta chiuso. E lo sarà ancora per diverse settimane dal momento che la concessione in affitto è scaduta da un anno, e il Comune il bando per la nuova locazione l’ha pubblicato solo due settimane fa. Ora gli aspiranti gestori hanno tempo fino all’8 maggio per presentare la loro offerta. E AdOpera, la società patrimoniale che ha in carico questo bene comunale, dovrà poi valutare le richieste, verificare i requisiti e infine stipulare un contratto di affitto che vale sei anni prorogabili di altri sei. Un bando che prevede, oltre alla sistemazione e gestione del chiosco e dell’area di ristoro circostante, anche la cura di quasi due ettari di verde a libera fruizione.

"Richiesta singolare quella di mettere nel pacchetto anche la gestione, manutenzione, sfalcio, compreso lo smaltimento della risulta, e pulizia delle aree adibite a verde pubblico in proprietà del Comune per oltre 20mila metri. Richiesta che ci pare singolare, in contrasto con i requisiti richiesti per l’assegnazione ed economicamente potenzialmente vessatoria soprattutto in ragione dei lavori ancora in itinere della Regione su quelle sponde", osservano i consiglieri Pietro Cappellini ed Erika Seta, rispettivamente capigruppo del M5s e del Centro destra, che per discutere questo ed altri aspetti del bando hanno chiesto la convocazione di una commissione consiliare. Mentre Bruno Cevenini della Lista civica sottolinea i ritardi: "Si sapeva da due anni che quel bando era da rifare, e quindi si poteva fare in tempo utile per aprire regolarmente questo spazio così attrattivo per la nostra città con l’inizio della primavera. Mentre qui verosimilmente prima di due mesi non se ne farà nulla".

Gabriele Mignardi

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