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27 apr 2022

25 aprile Pratello Bologna, Liberazione non è un 'libera tutti'. Servono risposte

La grande bruttezza. La festa della Liberazione al Pratello è degenerata in un ’libera tutti’ senza esclusione di disastri. Una città Unesco non può gioire per l’assenza di risse davanti a tanti comportamenti incivili

27 apr 2022
valerio baroncini
Cronaca
La festa della Liberazione al Pratello è degenerata in un ’libera tutti’ senza esclusione di disastr
La Liberazione al Pratello è degenerata in un ’libera tutti’ senza esclusione di disastri
La festa della Liberazione al Pratello è degenerata in un ’libera tutti’ senza esclusione di disastr
La Liberazione al Pratello è degenerata in un ’libera tutti’ senza esclusione di disastri

Bologna, 27 aprile 2022 - Insistiamo sul tema: Liberazione non equivale a ‘Tana libera tutti’. La lotta partigiana non significa rendere per un giorno e una notte Bologna una latrina a cielo aperto. Non significa pipì, ubriachezza molesta e fumo. Combattere la guerra non significa tappeto di vetri o cicche ovunque. Antifascismo non equivale a libertà di sballo senza rispetto degli altri. Tutto questo è fastidioso e frustrante, perché sappiamo bene di non dover generalizzare: fra le migliaia di ragazzi al Pratello i maleducati erano pochi. Essere giovani e scendere in strada mica equivale alla patente del perfetto ubriacone. Ma bastano alcune teste calde per devastare una festa così nobile.

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Lo ha detto anche il Comune, lunedì in silenzio e ieri intervenuto davanti alla grande bruttezza. La bruttezza dei resti di una festa incivile, che stride con la bellezza dell’impegno civile. Perché chi critica genericamente i ragazzi sbaglia: bisogna criticare chi non sa stare al mondo. E chi non sa gestirlo. Già, perché c’è la cronaca – dobbiamo aggiungere altro sullo Spiderman per gli amici ’Spidy’ con annessa gara di salita del portone di San Francesco? –, ma c’è anche il decoro. E una visione globale di sistema.

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Il questore Isabella Fusiello, che tanto ha fatto sulla lotta allo spaccio anche con dispositivi innovativi, parla di "bilancio molto positivo" perché "non ci sono stati problemi di sicurezza e ordine pubblico in una zona molto ristretta" con 10mila-15mila persone". Matilde Madrid, capo di gabinetto del sindaco con delega alla sicurezza, dice che "nonostante la predisposizione di tutti i dispositivi, dalla perimetrazione dell’area al maggior numero di bagni chimici rispetto agli anni passati, c’è chi si è lasciato andare a comportamenti gravi e censurabili, che hanno giustamente sollevato la rabbia dei residenti" e annuncia sanzioni. Hera, insieme con il Comune, questa mattina aveva ripulito l’area e di questa attività va dato atto. E anche la polizia municipale è stata sul pezzo. Il nostro punto di vista è che non si può esultare per l’assenza di accoltellamenti o risse, perché una città come Bologna – che ha ottenuto il riconoscimento Unesco e si riprepara a ospitare orde di turisti – non merita un simile spettacolo.

25 aprile Bologna, le foto del delirio al Pratello
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Spesso chi arriva da fuori città dice che Bologna non è il Bronx o Gotham city: bella scoperta! Da bolognesi, siamo contenti di essere abituati bene e questo è il tema: non si può abbassare il livello di una città. Non si può essere soddisfatti del ‘meno peggio’. Servono risposte, le domande le abbiamo già poste molte volte, da molti anni. Se il Comune arriva a parlare di "festa rovinata", qualcosa non deve essere andato.

Il compianto professor Massimo Pavarini, alcuni anni fa, aveva centrato il tema con un suo studio: "La questione della sicurezza a Bologna non può essere a pieno intesa solo con riferimento ai problemi criminali in senso proprio. Bologna è una città che soffre in modo particolarmente accentuato di livelli significativi di degrado sociale e di presenza massiva di condotte devianti, sia pure non sempre necessariamente criminali". Da tempo la scienza criminologica sa bene che il tema sicurezza non è circoscrivibile solo alle definizioni legali di criminalità. Diceva Pavarini: "Bologna soffre di latenti ed espliciti conflitti nell’uso degli spazi pubblici tra popolazioni diverse: residenti sempre più anziani da un lato, presenza massiva di city users, comunità di giovani studenti". E ancora: "La specificità sta nella sua particolare vocazione ‘edonistica’, tale forse da farne uno dei pochi esempi di città postmoderna nel Paese".

Tutto calzante, ma con l’aggravante che in 15 anni il turismo è sbocciato e la percezione di insicurezza pure. Più multe, più controlli anche in borghese, più limitazioni negli accessi, più presidi fissi in occasione di eventi come quello del 25 aprile al Pratello, possono essere una primissima risposta per questa nostra città edonistica, postmoderna e ancora bellissima. Non meritiamo la grande bruttezza.

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