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9 set 2015

"Così combattiamo il linfoma non-Hodgkin"

Al Royal Carlton Hotel campagna di sensibilizzazione contro la malattia 

9 set 2015
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BOLOGNA - PRESENTAZIONE BILANCIO BOLOGNA AIL - SANTE TURA
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BOLOGNA - PRESENTAZIONE BILANCIO BOLOGNA AIL - SANTE TURA

Bologna, 9 settembre 2015 - Fa tappa a Bologna la campagna ‘Ritorniamo al futuro – Più tempo contro il linfoma’. L’appuntamento è per questa mattina alle 11.30 al Royal Carlton Hotel. L’iniziativa consiste nella provocatoria richiesta di spostare indietro di due ore gli orologi, per guadagnare simbolicamente più tempo, e pubblicare una foto su Instagram: un gesto per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di non sprecarne. Soprattutto per chi è affetto da non-Hodgkin, la forma più diffusa di linfoma, con circa 130mila casi in Italia e quasi 10mila in Emilia-Romagna, dove vengono diagnosticati 940 nuovi malati all’anno. Di fronte a questi numeri, diventa fondamentale la prevenzione e, in questo senso, la tappa bolognese è soprattutto l’occasione per fare il punto sui progressi scientifici nel contrasto ai linfomi.

Al tavolo dei relatori ci saranno Sante Tura, professore emerito di Ematologia all’Alma Mater e presidente dell’Ail; Pierluigi Zinzani, dell’Istituto di Ematologia Lorenzo e Ariosto Seràgnoli; Pietro Leoni, del dipartimento di Scienze cliniche e molecolari dell’Università politecnica delle Marche; Leonina Grossi, dell’Associazione nazionale delle banche del tempo che illustrerà l’iniziativa.

 

Sante Tura è professore emerito di Ematologia dell’ Alma Mater e presidente dell’Ail Bologna.

Come possiamo definire il linfoma non-Hodgkin?

«È una malattia tumorale del sistema linfatico che si sviluppa per un’alterazione delle cellule linfoidi contenute all’interno di organi quali i linfonodi, la milza, il timo e il midollo osseo. Alcuni linfoma lasciano al paziente svariati anni di convivenza con la malattia e danno spazio a possibilità di guarigione, altri invece vanno in remissione e guariscono in breve tempo. Nei casi in cui l’ingrossamento dei linfonodi è localizzato all’interno dell’addome o del torace il riconoscimento della malattia risulta difficile e tardivo».

In che termini i progressi terapeutici possono influire sulla qualità di vita delle persone con linfoma non-Hodgkin?

«La scelta della terapia dipende prima di tutto dallo stadio e dal tipo di linfoma, oltre che dall’età del paziente e dalle sue condizioni generali di salute».

Che legame esiste tra innovazione terapeutica, valore del tempo e qualità di vita?

«Negli ultimi 20 anni una serie di innovazioni hanno aumentato le possibilità di guarigione, oltre a ridurre drasticamente gli effetti collaterali dei trattamenti: oggi il paziente ha spesso la possibilità di spendere il tempo a sua disposizione in condizioni di salute relativamente buone»

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