Luca Semprini è morto in albergo a Brno (Foto dal profilo Twitter della Ducati)
Luca Semprini è morto in albergo a Brno (Foto dal profilo Twitter della Ducati)

Bologna, 1 agosto 2019 – «Ora, non ci resta che augurargli buon viaggio». Un viaggio a cavallo di un ‘mostro’ di potenza, come solo chi è appassionato di gare si può immaginare. Mancherà al mondo dei motori, mancherà a tutti i colleghi giornalisti Luca Semprini, 35 anni, bolognese, addetto stampa del team Ducati trovato morto nella sua stanza d’albergo. A dare la tragica notizia è stata la stessa azienda di Borgo Panigale, con un grido di dolore lanciato via social: «Siamo profondamente rattristati nell’informare della morte improvvisa del nostro addetto stampa, Luca Semprini – è comparso sull’account twitter di Ducati –. Luca era arrivato con la squadra mercoledì per la gara di MotoGp di questa settimana in Repubblica Ceca (Brno), ed è morto nella notte nella camera d’albergo».

Ieri, prima della conferenza stampa delle 17 che ha aperto l’appuntamento con il Gran premio, l’organizzazione gli ha dedicato un minuto di silenzio. Presenti anche i due piloti di Borgo Panigale, Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, oltre al direttore generale Luigi Dall’Igna.

«Un grande appassionato di moto, ma anche di giornalismo – lo descrive Francesco Rapisarda, capo ufficio stampa di Ducati –. Sensibile e preparato, ha lavorato con noi per due anni in Superbike, fino al meritato approdo in MotoGp di quest’anno».

E proprio nell’attuale stagione era arrivata la consacrazione nel mondo dei motori, un incarico che Luca si era sudato giorno per giorno, come conferma anche l’amico e collega Marcello Pollini, capo ufficio stampa dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. «Ha sempre onorato alla perfezione qualsiasi ruolo lavorativo gli venisse dato, e il passaggio in MotoGp dimostra quanto il suo livello professionale fosse alto. Ci siamo sentiti proprio per l’occasione, gli avevo fatto gli auguri. La notizia di oggi, è arrivata come un fulmine a ciel sereno».

Luca si era fatto le ossa tra l’odore di gomma bruciata e il calore delle marmitte, senza mai dimenticare chi era. «Una persona semplice, ma anche un ragazzo preparatissimo, disponibile e attento alle esigenze altrui – una personalità che andava ben oltre il lavoro –. Anche nel tempo libero – prosegue Pollini –, era un ragazzo semplice e spensierato, dotato di un carattere che si rifletteva sulla sua vita lavorativa, in un ruolo delicato come può essere quello di un ufficio stampa»