GABRIELE MIGNARDI
Cronaca

"Meloni e Bignami a morte". Le scritte rosse di odio. C’è una firma anarchica

Le frasi minacciose contro la premier e il vice ministro comparse a Riale. La denuncia del consigliere provinciale Rabbi. Indagano i carabinieri.

"Meloni e Bignami a morte". Le scritte rosse di odio. C’è una firma anarchica
"Meloni e Bignami a morte". Le scritte rosse di odio. C’è una firma anarchica

Doppia firma e doppia minaccia di morte per la presidente del consiglio Giorgia Meloni e per il viceministro Galeazzo Bignami nella scritta segnalata ieri mattina sui muri di un edificio di Riale, borgo al confine tra Zola e Casalecchio. Due frasi tracciate con bomboletta a vernice rossa sulla parete laterale della vecchia casa Accarisi in via Risorgimento, poi cancellate già prima di mezzogiorno, e che recitavano rispettivamente: ‘Bignami Meloni a morte’, e ‘Bignami ebreo’. In alto a sinistra il simbolo del movimento anarchico con la A cerchiata. Simbolo ripetuto nella frase minacciosa. A segnalarle il mattino direttamente al sindaco l’ex consigliere provinciale della Lega, Claudio Rabbi. Poche decine di minuti dopo sul posto c’erano una pattuglia della polizia locale e i carabinieri della stazione di Zola. A stretto giro il lavoro dell’imbianchino che con pennello e vernice a tempera ha coperto le scritte che potrebbero essere state eseguite la stessa notte.

"Stavo andando a prendere il pane e faccio sempre questo percorso che costeggia il parcheggio del centro sociale Falcone. Arrivato nel vicoletto che porta sulla strada principale ho visto le scritte. E devo dire che ci sono rimasto male, malissimo. Ho pensato subito che si trattava di una cosa grave. Sono andato di persona in municipio, ho chiesto del sindaco ma era occupato. Poi poco dopo Davide Dall’Omo mi ha richiamato e gli ho spiegato. Ad un passante ho chiesto di fare le foto", racconta Rabbi che dopo l’uscita dalla Lega si è avvicinato alle posizioni di Fratelli d’Italia.

Dal sindaco la delicata questione è stata segnalata alle forze dell’ordine e poi alla proprietà dei muri scelti dagli ignoti autori degli oltraggi. Episodio sul quale ora si apre una indagine che dovrà andare oltre alla prima attribuzione siglata dalla generica A cerchiata di chiaro stampo anarchico. "E’ chiaro che in zona opera una ‘cellula’ o un circolo che già nei mesi scorsi aveva sparso a più riprese volantini con la stessa firma – aggiunge Rabbi – e qualche mese fa vicino all’edicola era comparsa una scritta contro la polizia".

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