"Bisogna mettere in campo le potenzialità per rispondere alle esigenze di chi soffre di Alzheimer: in noi matura il dovere di provare a dare una risposta differente ai malati e alle persone che si preoccupano e occupano di loro". Così Stefano Montalti ha presentato ieri la nascita della ‘Fondazione Maratona Alzheimer’ di cui è presidente. La fondazione vuole allargare i suoi confini per sensibilizzare al tema più persone possibili: "Ci sono due gruppi di lavoro, un comitato promotore e un comitato scientifico: si tratta di una...

"Bisogna mettere in campo le potenzialità per rispondere alle esigenze di chi soffre di Alzheimer: in noi matura il dovere di provare a dare una risposta differente ai malati e alle persone che si preoccupano e occupano di loro". Così Stefano Montalti ha presentato ieri la nascita della ‘Fondazione Maratona Alzheimer’ di cui è presidente. La fondazione vuole allargare i suoi confini per sensibilizzare al tema più persone possibili: "Ci sono due gruppi di lavoro, un comitato promotore e un comitato scientifico: si tratta di una struttura aperta, che nel suo cammino potrà incontrare altre associazioni – sottolinea Montalti –. Il nostro intento è di riunire le forze su obiettivi condivisi, per incrementare il numero delle Città amiche delle persone con demenza".

Solo in Italia le persone affette da demenza o Alzeheimer sono più di un milione, e a loro si rivolge la Fondazione che prende nome dalla Maratona Alzehimer, giunta quest’anno alla sua nona edizione e che si terrà, in presenza, dall’11 al 13 settembre a Cesenatico. Ma non finisce qui: dall’11 al 21 settembre, ognuno potrà dare il proprio contributo correndo (o percorrendo dei tragitti in bicicletta) in qualsiasi luogo si trovi, scaricando un’app che calcolerà i km effettuati e registrandoli insieme a quelli degli altri utenti. In questo modo l’obiettivo finale potrà alzare l’asticella, dove in questa edizione si cercherà di raggiungere proprio la cifra di un milione di km (dal 2012 la maratona ne ha registrati 700.000).

Giuliano Barigazzi, assessore comunale alla Sanità, ha sottolineato la "grande utilità di di tutte le inizative che cercano di includere più associazioni e persone su una malattia che è anch’essa pandemica. I numeri del’Alzheimer nel mondo e in Italia sono uguali a quelli di una pandemia, solo che questa è più silenzosa: il decadimento cognitivo impone una sfida paricolare non solo ai nostri servizi ma anche a tutta la comunità".

il professor Marco Trabucchi, Presidente Aip (Associazione Italiana di Psicogeriatria) e vicepresidente dell’Alzheimer Fest ha poi sottolineato "il coraggio di parlare di un argomento come la demenza in un momento in cui si parla solo di Covid", mentre Manuela Berardinelli, presidente di Alzheimer uniti Italia, ha sottolineato che mettere insieme le forze "è l’unica strada possibile perché da soli non si va da nessuna parte". Tra gli altri è intervenuta la professoressa Laura Calzà, direttore scientifico della Fondazione Iret di Ozzano, mentre era presente tra il pubblico anche la professoressa Flavia Franzoni, del comitato scientifico Iress: entrambe sono membri del Comitato Scientifico della neonata Fondazione Maratona Alzheimer.

Giorgia De Cupertinis