Occupazioni, stop lezioni pure al Da Vinci

Proteste studentesche nei licei di Bologna: Da Vinci occupato, Bassi e Fermi continuano la protesta. Docenti pronti al dialogo, ma chiedono fine all'occupazione. Critiche alla riforma Valditara e al sistema di valutazione. Provveditore invita alla riflessione.

Occupazioni, stop lezioni  pure al Da Vinci

Occupazioni, stop lezioni pure al Da Vinci

Bollettino occupazioni: entra il liceo Da Vinci di Casalecchio che stoppa le lezioni da ieri, mentre i licei Laura Bassi (solo la succursale di via Broccaindosso: la sede di via Sant’Isaia accoglie le quinte che vogliono fare lezioni e le attività, mentre al musicale protesta solo la prima) e Fermi proseguono la protesta. Il primo con l’obiettivo di arrivare al 24 aprile, il secondo a venerdì. Anche se ieri, durante l’ennesimo incontro con il preside Fulvio Buonomo, è stata ribadita la disponibilità dei docenti a confrontarsi con i ragazzi a patto però che chiudano l’occupazione. Sempre al Fermi, oltre al furto di cavi, all’appello mancano delle casse e una stampante 3D.

Il calcolo dei danni avverrà alla fine. Al Laura Bassi, ieri, dopo un incontro con Luna – Laboratorio Universitario d’Autogestione, al pomeriggio tornei sportivi. Quanto al manifesto, nessun appunto al liceo, ma critiche alla riforma Valditara, al sistema di valutazione, alle pressioni psicologiche. Sulle occupazioni, interviene il provveditore Giuseppe Antonio Panzardi: "Credo che non ci sia nulla di nuovo in particolare. Vorrei invitare gli studenti a valutare anche che a volte delle forme del voler approfondire tematiche di interesse generale fatte con strumenti che rischiano di essere rituali quasi una sorta di ‘adesso facciamo le occupazioni’, sviliscono un po’ il senso complessivo". Insomma, "credo ci siano mille strumenti all’interno delle scuole per dibattere, discutere e tenere sempre un confronto alto di riflessione e di capacità di comprendere i fenomeni. Quello delle occupazioni non sempre risponde a questi obiettivi".

f. g. s.